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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Chiesa di Santa Lucia e San Vito

Treviso / Italia
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Le due chiese adiacenti di San Vito e Santa Lucia sorgono dietro il Monte di Pietà, in Piazza San Vito, al centro di Treviso. Pur nella loro diversità, esse compongono un complesso unitario assai originale e ricco d’arte.
  • SANTA LUCIA fu edificata verso la metà del Trecento sui resti delle Carceri di Treviso, distrutte da un incendio. L’interno della chiesetta – a tre navate – somiglia ad una cripta, per la poca luce e per il basso soffitto con tre volte a crociera che poggiano su sei colonne. La chiesa fu ingrandita nel 1389, per ricordare la definitiva dedizione di Treviso a Venezia, dopo la cacciata dei Carraresi; in quell’occasione fu modificato l’orientamento del suo asse. Sembra che l’abside della chiesa originaria sia la cappella che ora si trova a destra dell’ingresso ; qui sono affreschi del XIV secolo, con "Storie della Passione". Sulla parete di destra è collocata la Madonna del pavegio del 1350 c.a., attribuita a Tomaso da Modena, che raffigura la Madonna con il Bambino in braccio, mentre questi segue con una mano il volo di una farfalla, il "pavegio” appunto. Lo stesso soggetto si ritrova in un delizioso bassorilievo della parete di fondo. Le volte delle tre campate di fondo e le pareti, sono state completamente affrescate, alla fine del Trecento, con raffigurazioni di storie di Santi (tra cui San Giovanni e San Cristoforo).
  • SAN VITO, la più antica delle due, risale probabilmente al IX secolo e sembra che, all’inizio, fosse adibita a ricovero per viandanti ed ammalati. Nel Medioevo inoltrato fu sede religiosa di alcune corporazioni della città: Fabbri, Bombardieri, Calderai, Portatori di vino, Beccai. Della parte più antica dell’edificio rimane solo una piccola abside con affreschi del primo Duecento, riscoperti nel 1954: su quest’abside s’apre la porticina che immette nella chiesa di Santa Lucia. Il resto della costruzione fu rifatto nel Cinquecento: in particolare, furono aggiunti i locali del Monte di Pietà e l’ampio portico; inoltre, fu innalzato il campanile, con l’aggiunta di un secondo ordine di finestre. All’interno, la volta ed il Catino mostrano affreschi del XII secolo; fra le due cappelle sul fondo si nota un trecentesco tabernacolo murale, decorato in stile gotico. All’altar maggiore sta una bella tela di Marco Vecellio, cugino e collaboratore del Tiziano.
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