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Venerdì 9 Dicembre 2016, San Siro
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Torre Vanga

Trento / Italia
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Rispetto a Torre Verde, Torre Vanga è più recente, meno caratteristica, e sorge all’estremità opposta della città. Su questa Torre si apriva l'antica Porta Bresciana, ingresso a Trento per quanti – attraversate le giogaie di Vela o del Bondone – giungevano dalla Lombardia o dalla valle del Sarca. La guardia di questa porta si estendeva fino alla testa dell'antico ponte detto di San Lorenzo, sul fiume Adige. Il nome dato alla Torre è quello di un’illustre famiglia tridentina, i Vanga, che probabilmente la fecero costruire, nei primi anni del Duecento. Fra i molti principi-vescovi che governarono la città, uno che lasciò segno profondo è certamente Federico Vanga, del quale si conserva nella Biblioteca un pregevole codice, da lui appunto detto "Vanghiano". La Torre, alta 39 metri, ha una forma rozza e quadrata ed è tutta in mattoni; vi è annesso un edificio più basso, orlato da merlatura ghibellina, il cui esterno mostra eleganti bifore e trifore che alleggeriscono il complesso.
Anche Torre Vanga funzionò a lungo da prigione, certo più umana della Torre consorella. In particolare, nella rivolta popolare del 1407, provocata da!la tirannia del principe-vescovo Giorgio di Liechtenstein, questi fu sconfitto e – caduto in mano al popolo, capitanato da Rodolfo Belenzani – fu rinchiuso a Torre Vanga. La prigionia del principe non fu lunga, perché Enrico di Rottenburgo riuscì a sconfiggere i rivoltosi e ad eliminare il loro capo: fu comunque un buon ammonimento per il Liechtenstein e per i suoi successori, che adottarono in seguito sistemi di governo più miti ed umani.
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