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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Torre Aquila

Trento / Italia
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In epoca medievale, Porta Aquila controllava e difendeva l’accesso orientale alla città. Alla fine del ‘300 il principe-vescovo Giorgio di Liechtenstein, fece costruire sull’antico ingresso la Torre omonima. Quest’atto fu considerato un’usurpazione e contribuì ad alimentare la rivolta contro il Liechtenstein. La rivolta, capeggiata da Rodolfo Belenzani, scoppiò nel 1407 e si concluse con la cacciata del principe-vescovo.
La Torre è oggi importante perché contiene una serie di affreschi che gettano luce su quel periodo storico. L’autore, il c.d. “Maestro dei Mesi” è sconosciuto, ma alcuni indizi lasciano pensare che fosse boemo. Gli affreschi sono dedicati ai dodici mesi dell’anno, raffigurati in riquadri separati da esili colonne che danno l’impressione di un loggiato: manca il mese di marzo, che fu dipinto su un supporto ligneo, perduto da tempo. Sopra ogni mese è raffigurato il sole nei diversi segni celesti secondo una visione medievale che legava il ciclo dell’anno, regolato dall’alternarsi delle stagioni, alle opere dell’uomo corrispondenti. In particolare, qui è rappresentato il ritmo del lavoro agricolo, scandito dalle diverse condizioni stagionali.
Nella sequenza delle scene, si nota che l’autore ricerca la continuità della rappresentazione, ad esempio raffigurando gli stessi elementi a cavallo fra un mese e il successivo: questa continuità è perseguita anche nelle persone. Gli sfondi paesaggistici sono soprattutto di tipo agricolo, ma i protagonisti delle scene sono nobili o contadini, pur non mancando gli artigiani. Il ciclo dei Mesi rappresenta quindi un prezioso documento sulla situazione sociale, economica e politica del Trentino tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento.
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