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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Palazzo Geremia

Trento / Italia
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Annoverato fra i palazzi più nobili e più belli di Trento, Palazzo Geremia fu costruito fra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, su commissione di Giovanni Antonio Pona, detto Geremia. Lo stile dell’edificio segna la transizione fra il tardogotico (evidente soprattutto all’interno) ed il rinascimentale (che domina l’esterno). Il nome dell’architetto non è noto. Nella prima metà dell’Ottocento, il Palazzo fu sede dell’elitario “Circolo Sociale”. Nel Novecento vi s’installò la Banca d’Italia, poi il Provveditorato agli Studi, poi il Comando dei Vigili Urbani. Nel 1993, dopo un completo restauro, divenne sede di uffici e sede di rappresentanza del Comune di Trento.
La facciata, impreziosita da stupendi affreschi attribuiti a Marcello Fogolino, è scandita in due ordini di monofore e quadrifore: essa presenta un elegante portale a medaglioni e rosette, e si conclude con un movimento unghiato della gronda. Gli affreschi spartiscono lo spazio in campi: in alto si ricorda l'ingresso a Trento di Massimiliano d'Austria, che abitò in casa Geremia nel 1508-1509; sotto, fra le scene di Muzio Scevola e di Curzio Romano, è rappresentata una riunione di personaggi che discutono attorno a un tavolo. Tra di essi si distinguono per le toghe rosse gli ambasciatori della Serenissima. Probabilmente quest'immagine raffigura il congresso convocato per comporre le continue liti sulla delimitazione dei confini tra Venezia e l'impero.
L’interno del Palazzo è caratterizzato da un notevole atrio, con soffitto a cassettoni, da un ampio ed elegante scalone, e da un vasto cortile.
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