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Duomo di Trento (Cattedrale di San Vigilio)

Trento / Italia
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Il Duomo di Trento, Cattedrale di San Vigilio, sorge sulla piazza omonima, sui resti di una chiesa cimiteriale paleocristiana, dove fu sepolto San Vigilio martire. L’edificio è considerato fra i più importanti monumenti sacri dell’area alpina. I lavori di costruzione iniziarono verso la metà dell’XI secolo, con il Vescovo Udalrico II che fece costruire la cripta e rinnovare l’altar maggiore. I lavori proseguirono nel XII secolo con il Vescovo Altemanno. Nel suo complesso però, la costruzione del Duomo fu realizzata dal vescovo Federico Vanga (1207-1218), su progetto del maestro comacino Adamo d’Arogno. Fu così impresse all'edificio un forte carattere monumentale, che il Vescovo Bernardo Clesio portò a compimento nel XVI secolo. Per ragioni di sicurezza, la cupola originaria del Duomo fu rifatta alla fine dell’Ottocento, su disegno dell’architetto Nordio.
Lo stile del tempio è di impronta romanico-lombarda, ma riflette chiare influenze gotiche. La facciata che si ammira dalla Fontana del Nettuno, presenta lo stupendo rosone del transetto, che rappresenta la ruota della fortuna, una bella loggetta, e la porta dei leoni. Sulla facciata principale, che dà su via Verdi, campeggia il grande portale d'ingresso, sovrastato da un affresco del Trecento e da un eccezionale rosone con Cristo in trono, sempre del Trecento. Il campanile, romanico, è sormontato da un cipollone barocco. La parete che dà su Piazza d'Arogno è meno ricca, forse perché dava sul vecchio cimitero. La quarta facciata, che si erge su via Calepina, è reputata la più preziosa: si susseguono l'abside della chiesa di San Giovanni, antichissima, che Adamo d'Arogno salvò aggregandola alla sua costruzione, il Castelletto dei Vescovi, il piccolo campanile di San Romedio, l'abside principale e l'abside dell'altare di Santo Stefano e quindi il protiro, perla dell'architettura lombarda.
L'interno, gotico e a croce latina, presenta tre navate divise da quattordici pilastri. L'altar maggiore è opera barocca del 1739. La Cappella del Crocifisso (1682) contiene il crocifisso ligneo, opera di Sisto Frey, ai cui piedi venivano pubblicati i decreti del Concilio. Dei monumenti addossati alle pareti, è notevole quello di Roberto Sanseverino, condottiero dei Veneziani, affogato nell'Adige dopo la disfatta di Calliano (1487). Nell'altra navata vi è il semplice deposito mortuario del più grande vescovo Trentino, illustrato dal quadro sovrastante, in cui San Vigilio presenta il Clesio alla Vergine. Nei due bracci del transetto, ci sono notevoli resti di affreschi del secoli XIII e XV. In fondo alla navata sinistra s’erge la statua duecentesca della Madonna degli annegati.
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