Login / Registrazione
Sabato 3 Dicembre 2016, San Francesco Saverio
follow us! @travelitalia

Castello del Buonconsiglio

Trento / Italia
Vota Castello del Buonconsiglio!
attualmente: 08.62/10 su 13 voti
Il Castello del Buonconsiglio sorge nella parte più elevata della città. Dopo il Duomo, è sicuramente l'edificio più importante di Trento. Si ritiene che nell’area del Castello, là dove s'alza la Torre d’Augusto, sorgesse in epoca romana una rocca con scopi difensivi. In ogni caso, l’origine romana del Castello non è sostenibile. Il Castello si divide sostanzialmente in tre parti: Castello Vecchio, Magno Palazzo e Giunta Albertiana.
Il nucleo originario – detto Castello Vecchio – fu fatto realizzare dal podestà Sodegerio di Tito, sull’altura chiamata “Malconsey”: i lavori iniziarono nel 1239 e il vescovo Egnone di Appiano, abbandonata la sede vescovile presso il Duomo, ne entrò in possesso nel 1255. Da allora, e fino ai primi dell’Ottocento, il Castello – ribattezzato “Bonconsey” – fu sede dei principi-vescovi e massimo centro di potere a Trento. Verso la metà del Quattrocento, i principi-vescovi pensarono di farne la residenza della loro corte. Giorgio di Hack munì l’edificio di torri e di bastioni; Giovanni di Hinderbach cominciò i lavori del castello nuovo. Ma il merito di avviare vigorosamente la grande opera e di condurla a termine spetta al Card. Bernardo Clesio (1514-1439), che affidò il progetto al veronese G. Maria Falconetto, e la costruzione a Mastro Martino da Como. Ne uscì un complesso grandioso, una reggia fra le più splendide del tempo, in cui trovarono degna ospitalità imperatori e re, papi e cardinali. In particolare, accanto al nucleo originario, alla cilindrica Torre d'Augusto e al Palazzo Vecchio, il vescovo Clesio fece erigere il Magno Palazzo, sontuosa sede di intensa attività politica. Alla fine dei Seicento, il vescovo Francesco Alberti Poja fece costruire la c.d. Giunta Albertiana, in stile rinascimentale.
Ad abbellire il Castello furono via via chiamati i maggiori artisti: le vaste sale, i loggiati, gli scaloni furono affrescati dal Romanino, dal Brusasorci, dai due Palma (il giovine ed il vecchio), dal Fogolino, dai ferraresi Dossi, dal Farinato e da Giulio Romano. Tutta la mitologia greco-romana, ardita e naturalista, venne illustrata sulle pareti e in ogni parte di quel castello, destinato ad essere sede di una corte essenzialmente ecclesiastica. Di tanto splendore resta poco. Il tempo impietoso e la barbarie umana (l’Austria ne fece una caserma), hanno deturpato e distrutto quant’era possibile. Si può ancora ammirare il Cortile dei Leoni, i medaglioni del Longhi, i cassettoni di parecchie sale e gli affreschi del Romanino e dei Dossi; si può anche visitare la Fossa del Castello, in cui furono messi a morte (1916) gli irredentisti Fabio Filzi, Damiano Chiesa e Cesare Battisti.
Con il crollo dell'Impero Austro-Ungarico (1918), lo Stato Italiano acquisì la proprietà del Castello e la passò alla Provincia solo nel 1974. Dopo lunghi restauri, l’edificio ha ripreso una veste decorosa. Attualmente il Castello ospita il Museo monumenti e Collezioni Provinciali, che si sviluppa nelle sezioni di Archeologia, Arte Antica, Medievale e Moderna. Comprende anche il Museo Storico in Trento e gli Uffici di Tutela Archeologica.
Condividi "Castello del Buonconsiglio" su facebook o altri social media!