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Storia di Trapani

Le origini di Trapani si confondono con la mitologia. Alcuni ritengono che la città sia nata intorno al XII-XI secolo a.C.: certo è che Trapani è una delle città più antiche del Mediterraneo. Originariamente abitata dagli Elimi che la utilizzarono solo come porto, fu colonizzata dai Fenici che, consci della sua importante posizione geografica, la ampliarono facendola diventare un efficiente scalo marittimo e commerciale. L'influenza punica rappresentò per Trapani un periodo di splendore: fu abbellita di monumenti, fortificata, coniò moneta ed ebbe un fiorentissimo cantiere navale, dove si costruivano le migliori navi del Mediterraneo. Fedele alleata di Cartagine, con la quale condivideva le origini fenicie, Trapani ebbe un ruolo rilevante durante la guerra contro i Siracusani e i colonizzatori greci che volevano impadronirsi della parte occidentale della Sicilia. I secolari scontri tra Greci e Siracusani contro i Cartaginesi si conclusero senza vincitori né vinti: la Sicilia era destinata a rimanere divisa fino alla venuta di Roma. Allo scoppio della guerra punica, Trapani, a fianco di Cartagine, si oppose ai Romani, ma fu sconfitta (241 a.C.). Durante il dominio romano, che durò fino al 336 d.C., Trapani (in latino Drepanum) perse il cantiere navale e la sua posizione di centro di traffici marittimi e commerciali.
Con la divisione dell'Impero, la Sicilia fu assegnata all’imperatore di Costantinopoli, il cui regno durò fino all’827, quando ebbe inizio la dominazione araba. Trapani non oppose resistenza all'invasione, tanto era l’odio verso Roma. Il primo periodo arabo fu aspro e sanguinoso; il secondo fu invece un periodo di assestamento e ripresa. Le città furono restaurate e fortificate; fu favorito il progresso economico e culturale.
Agli Arabi successero i Normanni, che s'impadronirono della città e la governarono dal 1077 al 1194. Essi istituirono un presidio militare e rinforzarono l'arsenale. Poi arrivarono gli Svevi e a questi subentrarono gli Angioini, che mal governarono la Sicilia. Il popolo oppresso organizzò la cosiddetta rivolta dei Vespri che scoppiò nel 1282 e costrinse gli Angioini ad abbandonare l'isola. Nello stesso anno il governo provvisorio invitò in Sicilia Pietro III, re di Aragona, che sbarcato a Trapani assunse il titolo di re di Sicilia. Gli Angioini però non si rassegnarono a perdere la Sicilia e – fra il 1284 e il 1302 – organizzarono rappresaglie contro le città marittime, Trapani per prima. Con la pace di Caltabellotta (1302), si pose fine alla guerra del "Vespro" e gli Aragonesi consolidarono il dominio. Ben presto però ripresero i conflitti tra napoletani-angioini e siciliani-aragonesi; nel 1314 Trapani fu cinta d'assedio dal re di Napoli il quale, però, decise di abbandonare l'impresa. Negli anni a seguire, Trapani dovette continuamente difendersi dagli attacchi dei Francesi, i quali ostacolarono l'espansione commerciale e provocarono gravissime carestie, ma non riuscirono mai a conquistare la città. Nel XV secolo gli Aragonesi, dopo numerosi scontri, ebbero la meglio sugli Angioini e nel 1442 conquistarono Napoli, andando a riunire l'antico regno delle due Sicilie. Gli Aragonesi regnarono in Sicilia fino al 1504, quando il Regno delle due Sicilie passa sotto la diretta dominazione della corona di Spagna.
Il governo spagnolo fu pessimo e questo portò il popolo a continue ribellioni, tutte sedate con la forza. Finalmente nel 1713 la Sicilia, grazie al trattato di Utrecht, riuscì a liberarsi dagli spagnoli e fu assegnata a Vittorio Amedeo II di Savoia. Con i Savoia, sembrò dovesse ritornare l'antica prosperità: furono agevolati i traffici, costruite strade e combattuti i briganti. La ripresa durò appena cinque anni poiché gli spagnoli non avevano abbandonato l'idea di riconquistare la Sicilia. Nel 1718 gli Spagnoli, aiutati dai Francesi, sbarcarono nell'isola cercando di riportarla sotto il proprio dominio. L'opera riuscì solo in parte e si ebbero due governi: uno spagnolo e l'altro savoiardo. La presenza degli spagnoli in Sicilia preoccupò gli stati europei, che decisero un intervento militare. Nel 1720, con la convenzione dell'Aja, i maggiori Sovrani europei si riunirono per ridare un nuovo volto all'Europa. La Sicilia fu assegnata all’Austria, che, in poco tempo, aggravò la già difficile situazione economica. Il dominio austriaco durò fino al 1738, quando i Borboni riuscirono a riconquistare definitivamente la Sicilia proclamando Carlo III imperatore del Regno delle Due Sicilie. Con i Borboni iniziò un periodo di spaventosa povertà. Ciò fece inasprire l'odio verso il malgoverno borbonico, ma nessuna rivolta fu tanto audace da cambiare le sorti dell'isola: gli Spagnoli poterono governare indisturbati per più di un secolo.
La rivoluzione del 1848, che vide Trapani protagonista, sembrò dovesse cambiare la situazione: comandate da Enrico Fardella, alcune squadre popolari attaccarono il presidio borbonico, lo sconfissero e, impadronitesi della città, mandarono rinforzi a Palermo. Il nuovo governo siciliano dichiarò decaduto Ferdinando II di Borbone e consegnò la corona ad Alberto Amedeo di Savoia, il quale però la rifiutò. Questo causò il ritorno di Ferdinando II che si impossessò nuovamente dell'isola. Il 6 aprile del 1860 vi fu una nuova ribellione: Trapani fu posta sotto assedio e la rivoluzione sedata.
Circa un mese dopo, Giuseppe Garibaldi con i Mille volontari sbarcò in Sicilia. Caduto con Gaeta l'ultimo caposaldo borbonico, Garibaldi consegnò il potere nelle mani di Vittorio Emanuele II di Savoia, che assunse il titolo di re d'Italia.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale (1915-1918) molti trapanesi partirono in guerra e si comportarono, come sempre, valorosamente dando prova di grande coraggio e sacrificando la loro vita per la Patria. Nel 1940-1943, in occasione del secondo conflitto mondiale, Trapani divenne un'importantissima base aeronavale per la sua posizione strategica Ciò la rese un importante obiettivo da eliminare da parte delle forze alleate. Numerosi furono, infatti, i bombardamenti che colpirono la città, riducendola a un cumulo di rovine e macerie che seppellirono migliaia di cittadini innocenti. In ricordo di quei tristi avvenimenti, fu eretto nel 1955, presso il cimitero comunale, il monumento in onore dei Caduti civili trapanesi.
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