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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Chiesa del Collegio

Trapani / Italia
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Quando i Gesuiti giunsero a Trapani, nel 1576, fu loro assegnata la chiesa di San Michele. Accanto alla chiesa, i padri fondarono il loro primo collegio per l’educazione della gioventù. Ben presto, il collegio fu frequentato da molti giovani e l’ordine si arricchì di varie donazioni. I Gesuiti decisero allora di costruire una chiesa propria, con maggiore spazio per le scuole e per il convento, nella strada principale della città. Sorse così - fra il 1580 e il 1596 - il grandioso edificio comprendente la chiesa, dedicata all’Immacolata Concezione, il convento e il collegio. Architetto fu il gesuita Natale Masuccio, ma la facciata fu disegnata da Francesco Pinna di Trapani.
La facciata, chiaro esempio di transizione tra il barocco e il manierismo, è ricca di ornati in marmo. Ai lati delle tre porte s’innalzano eleganti colonne con capitelli corinzi, e sullo stipite della porta di mezzo due angeli sostengono lo stemma dei Gesuiti. Sopra le porte si notano due statue di donna che si ergono come cariatidi.
L’interno è suddiviso in tre navate da due file di colonne marmoree; la volta e le pareti della navata di mezzo sono decorate con grandi quadri di stucco a mezzo rilievo, toccati in oro, con rappresentazioni bibliche: sono opera di Bartolomeo Sanseverino, allievo di Giacomo Serpotta. Nell’altare maggiore si ammira un bellissimo quadro dell’Immacolata, scolpito a mezzo rilievo su marmo bianco da Ignazio Mirabitti, un vero capolavoro. Nel cappellone si ammirano quatto pilastroni - intrecciati di fogliame, puttini e arabeschi marmorei - che rappresentano i quattro elementi dell’universo cioè la terra, il fuoco, l’aria e l’acqua. A destra del cappellone è la cappella dedicata a Sant’Ignazio di Loyola, disegnata da Giovanni Amico. Il quadro del santo è opera di Guglielmo Borromanzi detto il Tedesco. A sinistra del cappellone è la cappella di San Francesco Saverio, con un quadro stupendo del santo, opera del Borromanzi, o di Pietro Novelli.
La sagrestia contiene un altro capolavoro d’arte del Seicento: un armadio in noce, dove sono pazientemente e minutamente scolpiti a mezzo rilievo alcuni quadretti storici, come la Presa di Pamplona, la Conversione di San Paolo e la Caduta di Simone Mago, opere del trapanese Pietro Orlando. 
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