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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Storia di Torino

Nel luogo in cui la Dora Riparia si getta nel Po, la città fu fondata dai Taurini, probabilmente nel III secolo a.C. Sembra che i Taurini discendano dalla fusione di stirpi celto-liguri con popolazioni galliche venute da Oltralpe alla ricerca di terre da coltivare. Nel I secolo a.C. - per decisione dello stesso Giulio Cesare - la città divenne un’importante colonia militare, avamposto verso le Gallie, collocato in posizione strategica sulle principali vie di comunicazione col Nord Europa. In epoca imperiale, fu dedicata ad Augusto e prese il nome di Augusta Taurinorum (29-28 a.C.). La presenza romana è testimoniata - oltre che dall’impianto ortogonale delle strade e dalla struttura muraria quasi quadrata - anche da resti delle antiche mura, in cui sono inserite le c.d. Porte Palatine, che si trovano di fronte al Duomo di San Giovanni. In epoca romana fu costruita la prima solida arginatura del Po, che consentì lo sfruttamento agricolo del territorio circostante. Nel corso delle sua evoluzione storica, la città è riuscita a rimanere fedele alle proprie origini; infatti il suo sviluppo urbano è sul modello del "castrum" romano.
Dopo la confusa fase di transizione barbarica, Torino subì l'invasione dei longobardi (570) che la eressero capitale di ducato, e dei Franchi, sotto i quali diventò capitale di contea (774). Dal 892 alla metà del X secolo la contea fu incorporata nel marchesato di Ivrea. Nel 1046 Oddone, conte di Savoia, sposa Adelaide di Susa, marchesa di Torino. Nei secoli XII-XIV alla vicenda del libero comune subentrano le incertezze date dal contrasto tra il potere vescovile e la crescente signoria sabauda, che solo dal 1280 può dirsi insediata stabilmente. Nel 1404 viene fondata l’Università dalla quale uscirà la classe dirigente destinata a soppiantare la nobiltà dl origine savoiarda. NeI 1424 Torino diventa capitale del Ducato di Piemonte, che si configura come entità autonoma tra il Regno di Francia e Milano.
La città fu invasa dalla Francia dal 1536 al 1562. Almeno in parte, la tipica impronta militare di Torino è dovuta all'eredità lasciata dal consistente sistema di fortificazioni eretto dai francesi, in questo periodo di occupazione, durato 26 anni. Nel 1562, in seguito al celebre trattato di Blois, la città fu consegnata ad Emanuele Filiberto ed iniziò così il lunghissimo connubio con i Savoia. Con il trasporto definitivo della capitale Savoia da Chambéry a Torino (1573), la città cominciò a trasformarsi radicalmente: deciso fu lo sviluppo edilizio e monumentale, che nel giro di due secoli farà di Torino una delle capitali d’Europa. Torino recuperò anche la sua Università, trasferita a Mondovì durante l'occupazione francese, e divenne il centro della cultura sabauda. Il Seicento, che nella prima parte vede lo scontro di fazioni divise tra Spagna e Francia, si conclude con il grande rinnovamento edilizio "illuminato" dalla figura del Guarini.
In precedenza, per secoli, Torino rappresentò principalmente il primo avamposto della pianura padana per chi varcava le Alpi. Sino al XIII secolo Torino era conosciuta come luogo del buon vino, per i pregiati vitigni che venivano coltivati sulla sua stupenda collina, ai cui piedi scorre il Po. Solo a partire dal 1706, quando superò eroicamente un famoso assedio, cominciò ad ottenere riconoscimenti come capitale di un piccolo ducato, che rapidamente conquistò attenzioni e rispetto per le imprese guerresche alle quali partecipa con impegno e senza risparmio. Grazie a questo attivismo in pochi decenni riuscì ad inserirsi nella vita politica dei grandi imperi europei, svolgendo un importante ed abile gioco di equilibri.
Nel 1713 i Savoia acquisiscono il titolo regio. Prosegue nel Settecento, per mano dello Juvarra, la trasformazione barocca della città. Durante la guerra di successione spagnola nel 1718 Torino diventò capitale del Regno di Sardegna. Al tempo della rivoluzione francese, la città fu occupata dai francesi stessi (1799), dagli austro-russi (1799) e di nuovo dai francesi (1800): con l’arrivo di Napoleone vengono stravolti gli assetti del Nord Italia e Torino diventa capoluogo del dipartimento francese dell’Eridano. Dopo la caduta di Napoleone, i Savoia riprendono il potere nel 1814, dando avvio al glorioso periodo risorgimentale Intorno alla metà del secolo vengono inaugurati la ferrovia Torino-Genova e il traforo del Fréjus. L'architettura neoclassica, e poi eclettica, impreziosisce la città; I'Unità le toglierà le prerogative di capitale esaltandola in campo imprenditoriale. Sotto l'impulso dei Savoia Torino si è abbellita notevolmente sotto l'aspetto architettonico, grazie alla costruzione di palazzi, chiese e monumenti e ha conosciuto il primo grande sviluppo economico e demografico.
Nel periodo risorgimentale (fine '700 - metà '800) la città ha risentito fortemente dell'influenza della Rivoluzione francese, che ha portato prima all'abbandono e poi al ritorno dei Savoia. Furono anni densi di avvenimenti e innovazioni, che portarono a quella che alcuni storici hanno definito " la rivoluzione guidata" del 1848 e quindi al raggiungimento dell'Unità Nazionale. Torino fu capitale del Regno d’Italia dal 1861 al 1865. Decaduta dopo il trasferimento della capitale prima a Firenze poi a Roma, Torino si riprese rapidamente e si trasformò in un attivo centro industriale, commerciale e bancario. Sottoposta a gravi bombardamenti nel corso della II Guerra Mondiale, durante la resistenza emerse nella lotta al nazifascismo.
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