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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Palazzo Cisterna

Torino / Italia
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Il nucleo originario dell'edificio - di proprietà del conte Flaminio Ripa di Giaglione - risale al 1675. Dieci anni dopo il Palazzo passa alla famiglia Dal Pozzo della Cisterna, con cui inizia un lungo periodo di splendore. In particolare, della seconda metà del Settecento sono numerosi i lavori di ristrutturazione e ampliamento svolti per volontà del principe-mecenate Giuseppe Alfonso, con il coordinamento dall'architetto Francesco V. Dellala di Beinasco: viene ampliata la manica di ponente, costruiti gli appartamenti, risistemata la facciata, costruite le scuderie e le divisioni murarie; vengono inoltre eseguite le decorazioni in legno, stucco e in ferro. Al barocco piemontese si mescola il neoclassicismo, soprattutto negli interni.
Segue un periodo di interruzione delle opere di decoro, che riprendono solo nella seconda metà dell'Ottocento, con il matrimonio tra Maria Vittoria, figlia di Carlo Emanuele della Cisterna, e Amedeo di Savoia duca d'Aosta. Il Palazzo diventa una vera e propria casa di rappresentanza, molto sfarzosa: vengono aggiunte nuove sale, i soffitti a cassettoni, le vetrate, le dorature e le tappezzerie in seta. Dopo la morte della Principessa Maria Vittoria, Amedeo d'Aosta volle completare il Palazzo. Fu costruita la cancellata che circonda il giardino, ed apportate alcune migliorie tecnologiche, come l'illuminazione a gas nell'ingresso, e la sopraelevazione del terrazzo fra il cortile principale e il giardino.
Nei primi decenni del Novecento si effettuano solo interventi minori. Nel 1940 i Savoia-Aosta vendono l'edificio, ormai scarsamente utilizzato, all'Amministrazione Provinciale, che nel 1945 ne fa la sua sede ufficiale. Al pianterreno si trova la Biblioteca storica della Provincia di Torino.
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