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Domenica 26 Ottobre 2014, Sant'Evaristo
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Duomo di Torino

Torino / Italia
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Il Duomo di Torino è adiacente a Piazza Castello, presso le Porte Palatine: è l’unico esempio di architettura rinascimentale in città. Le sue origini risalgono al 602, quando il duca longobardo di Torino Agilulfo e la moglie Teodolinda fondarono un tempio dedicato a San Giovanni, forse su un tempio preesistente. In ogni caso, il tempio longobardo fu distrutto più volte e ricostruito nel 1395. L'attuale Duomo risale al 1498, dopo che le due chiese attigue vennero fatte demolire per volontà del vescovo di Torino, cardinale Domenico delle Rovere. Il progetto si deve forse a Meo del Caprino, ma più probabilmente è del fiorentino Baccio Pontello: lo stile rinascimentale riecheggia qui l'ordine toscano, e inoltre la facciata è in marmo di Carrara, così come i cornicioni esterni e gli stipiti delle porte. I dipinti e fregi che ornano il tempio sono assai più recenti: risalgono al 1853. All'esterno della Chiesa, sulla facciata sinistra, vi è una raffigurazione dei 12 segni zodiacali, marcati in oro con disegni che ricordano i segni degli antichi Egizi e con un broccetto attaccato al muro che ne segna l'era processionale. Nell'altro lato, sotto una struttura piramidale in vetro, si trova una piattaforma circolare chiamata la tavola della fortuna.
La facciata del Duomo si presenta a due ordini, divisi da lesene; la abbelliscono tre magnifici portali di marmo, forse opera dello stesso Meo del Caprino. All’interno, l’altare di centro è opera di Antonio Bertola. Il Duomo conserva preziose reliquie, in parte sconosciute, come i resti di S. Secondo, martire delle legione Tebea. In passato, sembra ci siano stati anche un dito e la mascella di San Giovanni Battista, ma di queste reliquie si son perse le tracce. Nei vani degli archi alloggiano le ceneri degli antenati di Carlo Alberto e quelle della consorte Maria Adelaide. Nei sotterranei si trovano altre tombe, appartenenti a personaggi minori. Cappella della Sindone. Il vero capolavoro del Duomo è la Cappella del Sudario, con cupola barocca, opera insigne di Guarino Guarini, che la iniziò nel 1668. I lavori terminarono nel 1694, con Vittorio Amedeo II. Questa cappella è detta anche “Cappella della Sindone”, perché conserva la teca d’argento che contiene la Sacra Sindone, il prezioso lenzuolo che si ritiene abbia avvolto il corpo di Cristo. I Savoia entrarono in possesso della Sindone nel 1430 e la collocarono nella cappella nel 1694: la preziosa reliquia viene esposta al pubblico molto raramente.
L’11 aprile 1997 un terribile incendio danneggiò fortemente la cappella e mise in grave pericolo la Sindone, salvata in extremis per l'intervento dei Vigili del fuoco. Dopo la ricostruzione, la cappella e il Duomo hanno riacquistato il loro splendore: la Sindone è ora conservata in una nuova teca.
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