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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Tempio di Santa Maria della Cosolazione

Todi / Italia
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Il Tempio sorge ai piedi del colle di Todi, sul luogo dove esisteva un’edicola con l’immagine della Vergine col Bambino. L’immagine divenne oggetto di venerazione, perché fu all’origine di talune guarigioni miracolose.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1508 e si conclusero nel 1607. E’ quasi certo che il progetto originario sia opera del Bramante, anche se i lavori furono diretti da Cola di Matteuccio, Ambrogio da Milano, Francesco da Vita Lombardo, sentiti anche i pareri di Antonio da Sangallo, del Vignola, dell’Alessi, del Peruzzi e di Ippolito Scalza. Comunque sia, il Tempio è uno dei più alti esempi d’arte rinascimentale in Umbria e rappresenta una svolta decisiva nei confronti del passato: è un monumento-sintesi della civiltà rinascimentale trapiantato in una Todi con un piede ancora nel Medioevo, frutto probabilmente della cultura elitaria dei committenti.
L’impianto della chiesa, a pianta centrale, è a croce greca con quattro absidi, tre poligonali e una semicircolare. Ogni abside è composta da due ordini di pilastri corinzi. Al di sopra, stanno raffinate finestre, realizzate nel 1587 su disegno di Valentino Martelli. All’incrocio dei bracci, una slanciata cupola poggia sui quattro pilastri angolari, con pennacchi ed arconi decorati a rilievo.
L'esterno si presenta grandioso, sereno, armonioso, equilibrato. Si notano un doppio ordine di lesene e capitelli corinzi, posti negli spigoli, uniti da basamenti e cornici aggettanti. Sopra le cornici sono poste quattro aquile, simbolo di Todi, realizzate da A. Rosignoli. Si accede alla chiesa da tre portoni, quello orientale, barocco, è seicentesco, quello meridionale è del 1713 mentre quello occidentale fu disegnato da Luigi Poletti nel 1846.
L'interno è grande e luminoso. Gli elementi architettonici che suddividono gli spazi sono realizzati in pietra chiara. Altari barocchi nascondono quelli originali, assai più semplici. L'enorme statua di Martino I è stata collocata all'interno della chiesa dopo la terribile peste del 1630. Infine, sull'altare maggiore – disegnato da A. Polinori ed eseguito dallo scultore A. Pieri nel 1612 – campeggia l'affresco che raffigura "La Madonna della Consolazione". Ai decori interni posero mano diversi artisti, tra cui F. Meli per la decorazione degli archivolti, G.B. Gardona da Ligornetto e F. Casella per i pennacchi.
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