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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Tempio di San Fortunato

Todi / Italia
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Sorge in Piazza Umberto I, in cima ad una bella scalinata, sopra i resti di un complesso anteriore al Mille. Questo complesso era formato da una chiesetta romanica e da un convento benedettino: i due leoni in pietra che stanno all’ingresso del Tempio, facevano probabilmente parte del protiro di quell’antica struttura. L’edificio fu costruito dall’Ordine dei Francescani Minori, su disegno di un architetto rimasto sconosciuto. I lavori iniziarono nel 1292 e si protrassero fino alla seconda metà del Quattrocento: quando cessarono, non furono più ripresi, e la chiesa rimase incompiuta. Ciononostante, il Tempio di S. Fortunato è la più bella chiesa di Todi ed è da considerarsi fra le costruzioni più grandiose ed importanti dell’Umbria: è un esempio di chiesa-sala dell'ultima architettura gotica, non d'influenza nordica – come prima si era ritenuto – ma assisiate.
Sul fianco della chiesa sorge l'imponente campanile, gotico, del 1460; nelle vicinanze si trova ancora l'antico convento, con un bel chiostro. La facciata, di puro stile gotico-italiano, fu iniziata nel 1415 ed è incompleta: l’architetto fu Giovanni di Santuccio, che morì nel 1458, lasciando l'opera così come oggi la vediamo. Dei tre portali ogivali, stilisticamente assai diversi, quello centrale è splendido, adornato da fasci di colonnine tortili con viticci e piccole figure, eseguite con grande accuratezza e ricchezza decorativa; è affiancato da due nicchie, con un "Gabriele" e una "Annunciata", in uno stile che ricorda Jacopo della Quercia.
L'interno risale alla fine del Duecento: è a tre navate di uguale altezza, separate da arcate ogivali sostenute da pilastri polistili; ha volte a crociera e abside poligonale; l'altare maggiore è in stile gotico trecentesco. Nella navata destra si aprono sette cappelle, nella sinistra sei.
La chiesa, ricca d’arredi sacri e di tesori artistici, fu ampiamente saccheggiata nel 1327-1328 da Lodovico il Bavaro e dall’antipapa Piero della Corvara. Tra le opere d'arte ancora conservate, spiccano: una "Madonna col Bambino e due Angeli", del 1432, opera di Masolino da Panicale; una tavola ad olio di A. Polinori (1618); affreschi trecenteschi di scuola giottesca; un bel coro ligneo del 1590, opera di Antonio Maffei da Gubbio.
La cripta sottostante, costruita nel 1596, ospita le reliquie dei cinque santi protettori della città (San Fortunato, San Callisto, San Cassiano, S. Romana e S. Degna) e il sepolcro di Jacopone da Todi. Nato nel 1230, il fervido frate francescano fu uno dei primi compagni di San Francesco e appartenne all’Ordine dei Francescani Minori. Fu poeta in lingua latina (“Stabat mater”) e fu il primo poeta in lingua volgare italiana (“Laudi”). In lotta con la Curia Romana, e in particolare con papa Bonifacio VIII, fu scomunicato e imprigionato. Si rifugiò infine nel convento di San Lorenzo di Collazzone, dove morì la notte di Natale del 1306.
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