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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Storia di Terni

La storia di Terni inizia in tempi lontani. Un popolo s’insediò nella valle solcata da due fiumi, in mezzo ad un anfiteatro di montagne, lungo una via di collegamento naturale che dagli Appennini giungeva al Mar Tirreno. Erano i Naharki: popolazione con caratteristiche umbro-sabine, ma con identità propria. Il loro nome veniva dal fiume lungo il quale vivevano: il Nahar, l'attuale Nera. I Naharki erano un popolo di pastori e di guerrieri; con ogni probabilità ebbero un ruolo di primo piano nella fondazione di Roma. Di quell'epoca si conservano ancora delle testimonianze importanti: migliaia di tombe in estese necropoli, le più antiche delle quali risalgono al X secolo a.C. I diversi nuclei abitativi si fusero man mano e crearono la città vera e propria. La di fondazione di Terni viene fatta risalire al 672 a.C. Intorno al 300 a.C. i Naharki, e le altre popolazioni umbre, furono sottomessi da Roma, dopo la c.d. "battaglia delle nazioni" dell'antichità: la battaglia di Sentino. Da quel momento, Terni prese il nome latino di Interamna, città tra le acque, conservando però l'appellativo di Nahars.
Interamna Nahars, per la sua importanza, divenne municipium e i Romani le dettero ricchezza e un'impronta definita. La città fu dotata di possenti mura, di una struttura urbanistica basata sulla divisione per linee ortogonali a partire dal cardo e dal decumano, che s’intersecavano nel Foro (l'attuale Piazza della Repubblica), di terme, di un grande anfiteatro e di un teatro. Interamna ricambiò, dando a Roma personaggi di primo piano: lo storico Gaio Cornelio Tacito e l'imperatore Marco Claudio Tacito.
La fortuna di Interamna fu dovuta all'abbondanza delle sue acque e alla sua posizione strategica lungo un'importantissima via di comunicazione. Fortuna che si tramutò in malasorte alla caduta dell'Impero. A causa della sua posizione, particolarmente esposta, Interamna fu più volte devastata e saccheggiata: da Totila nel 546, da Narsete del 554 e dai Longobardi nel 755. Dopo un periodo di sottomissione al ducato longobardo di Spoleto, fu nuovamente distrutta dall'Arcivescovo Cristiano di Magonza per ordine di Federico Barbarossa nel 1174. Nel XIII secolo la città si apre alla predicazione di San Francesco che ne fa una delle sue mete preferite.
Nei secoli successivi la città si dota di un proprio statuto e, a partire dal 1353, amplia le proprie mura. Non mancano le lotte intestine tra le fazioni, prima tra Guelfi e Ghibellini, poi tra "Nobili" e "Banderari". Nel 1564, durante la rivolta dei "Banderari", fu ucciso il governatore pontificio e furono sterminate alcune famiglie nobili. Ciò provocò una durissima reazione da parte di Papa Pio IV: fu inviato a Terni un esercito al comando di monsignor Monti dei Valenti, e la rivolta fu spenta in un bagno di sangue.
La storia di Terni non registra altri fatti importanti che meritino di essere riferiti. Nel '600 la città appare normalizzata sotto il governo pontificio. Terni conta allora circa novemila abitanti: vengono costruiti nuovi palazzi, viene completamente rifatto il Duomo, si edifica la Basilica di San Valentino, primo Vescovo di Terni, del quale vengono ritrovate le reliquie. Da quel momento il popolo di Terni lo elegge come proprio patrono. In seguito tutto il mondo lo onorerà come protettore degli innamorati.
Tra il Settecento e l'Ottocento si sviluppano i primi opifici: in particolare nasce la Ferriera Pontificia, mossa dalla forza delle acque. E' l'antefatto dell'industrializzazione che cambia il volto e la storia della città a partire dal 1884, anno in cui il governo sceglie Terni come sede delle più grandi industrie siderurgiche della neonata nazione italiana. In posizione sicura e ben protetta dai cannoneggiamenti navali, ricca d’acqua per il movimento delle macchine, Terni era il posto ideale dove forgiare l'acciaio che avrebbe trasformato l'Italia in una Potenza mondiale. Per raggiungere quest’obiettivo occorrevano anche i cannoni e le armi.
Terni divenne sede di una grande Fabbrica d'armi. In pochi anni la popolazione passò da 13.000 a 60.000 abitanti e fu definita la “Manchester d'Italia”. Il volto urbanistico della vecchia città pontificia cambiava radicalmente. Non sempre in meglio. Molte delle armi che i soldati italiani utilizzarono nella Prima Guerra Mondiale e molte delle corazze delle navi della Marina Italiana furono realizzate a Temi.
Il Fascismo confermò e amplificò la vocazione industriale di Temi, che divenne capoluogo di provincia nel 1927. A Temi, durante il Ventennio, si assiste allo sviluppo di nuove industrie, in particolare quella chimica (fertilizzanti) e a un aumento della produzione idroelettrica, grazie anche alla realizzazione d’imponenti opere idrauliche. Nascono i quartieri per gli operai, con caratteristiche innovative, i quartieri degli impiegati, la "Città Giardino", importanti opere architettoniche come il Palazzo del Governo, un'organizzazione dopolavoristica particolarmente estesa. Nasce l'idea della "città-fabbrica".
La Seconda Guerra Mondiale cambia drasticamente l'aspetto della città. I bombardamenti degli alleati – più di cento – devastano la città, mietendo vittime tra i civili, ma lasciano sostanzialmente intatta l'area industriale. La città è dunque da ricostruire, ma l'acciaieria continua a giocare un ruolo importante anche nell'Italia del dopoguerra. Tra alti e bassi, fino agli anni '70 l'industria ternana cresce, ma deve poi scontare la crisi mondiale della siderurgia. In pochi anni si perdono migliaia di posti di lavoro. Nel 1994 l'IRI, al termine di una riconversione industriale con la quale la "Terni" viene trasformata in produttrice di acciai speciali, procede alla privatizzazione. La maggiore industria cittadina viene rilevata da una cordata italo-tedesca in cui la Krupp fa la parte del leone. Nasce così l'Acciai Speciali Terni (AST).
Altre aziende multinazionali straniere entrano nella chimica ternana. Più in generale, per la prima volta dall'inizio dell'industrializzazione, si assiste a Temi a un forte aumento del terziario, che punta soprattutto sui settori della multimedialità, della comunicazione e del commercio.
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