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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Guida Terni

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Quali sono i posti da visitare a Terni? Qui puoi trovare una guida di Terni e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Terni.
Così, sinteticamente, Terni fu delineata dallo scrittore Guido Piovene, nel suo “Viaggio in Italia” del 1957:

“Se vogliamo cercare un contrasto, traverseremo l'Umbria in direzione di Roma, fermandoci a Terni. Occorre pure dire qualche cosa delle sue industrie. Terni, con i due settori di attività, il siderurgico e l'elettrico, è l'unica città veramente industriale e operaia dell'Umbria. Le sue condizioni fanno in certo senso da contrappeso ai progressi industriali della provincia di Perugia. Nulla qui è somigliante alle industrie di qualità, cosi tipiche della regione, belle come musei e fiorenti come oasi. Mi ha fatto pensare a certi innesti di materia organica che non riescono ad attecchire su corpi poco inclini ad assimilarli.
Terni fu tra le nostre città più devastate dalla guerra, che le inflisse ben 101 bombardamenti aerei, oltre alle distruzioni dei tedeschi in ritirata. I terribili bombardamenti lasciarono però quasi illesi gli stabilimenti. È naturale che Temi non abbia più l'aspetto, consueto nell'Umbria, di città d'arte; e che, nonostante alcuni bei monumenti come San Salvatore e San Francesco, si presenti al visitatore come un grosso conglomerato di costruzioni nuove. Belli sono invece i dintorni. La gita turistica d' obbligo è alla Cascata delle Marmore, le cui acque però, deviate a favore delle centrali termoelettriche, sono lasciate interamente al loro salto naturale soltanto a date fisse. Ma quei dintorni sono belli anche nel loro insieme. Villaggi medievali si alternano, tra rupi e selve scure, a vecchie fabbriche, con ciminiere fumose, anch'esse divenute quadro. Al viaggiatore raffinato consiglio l'abazia di San Pietro in Valle, con i suoi antichi affreschi, con la sua bella pietra d'altare arcaica, sperduta in cima ai greppi, tra cavalli e capre; qui torniamo nella vecchia Umbria, che prende però già una tinta laziale”.


Terni sorge sulle rive del fiume Nera e del fiume Serra, nella vasta e fertile conca ternana, circondata dall'Appennino umbro-marchigiano e dal Sub Appennino laziale. E’ capoluogo di provincia della regione Umbria e conta circa 113.000 abitanti. La città è fortemente caratterizzata dalle sue industrie, che ne hanno determinato lo sviluppo economico e demografico.
Al visitatore di oggi Terni appare bella, gaia e ricca, con le sue strade moderne, diritte, affiancate da begli edifici. Ci si domanda se veramente l'arte sia fuggita da qui, o non vi sia mai esistita, se la gloriosa patria di Tacito, la nobile Interamna, non abbia del suo passato lasciato alcuna impronta.
Ma ben presto, come fu scritto all’inizio del Novecento:
“Il visitatore sensibile e attento fugherà questo dubbio, e trovandosi di fronte alla Cattedrale, alle chiese di San Francesco, di San Pietro, di San Lorenzo, presso il monte di Pietà, sulle rovine dell'Anfiteatro Fausto, lungo le mura urbane, scoprirà i solchi profondi di questo passato e sentirà che la lenta e continua tramutazione dei sentimenti e dei caratteri delle genti di tutte le epoche anche qui mirabilmente è avvenuta. Abbandonate le strade rumorose di veicoli, febbricitanti dell'industria - che ogni giorno sempre di più conquista, attira, invade - brulicanti di gente attiva e instancabile, e andando per le viuzze, per le piazzette medievali, lungi dal rumore, lungi dalla moltitudine, comincerà a intravedere il “genius loci”, quello vero. In mezzo al silenzio e alla pace, rotti solamente dal salmodiare lento che farà qualche fontanella, o dal tubare sommesso dei colombi appollaiati su di un campanile o su di una torre, egli sentirà e vedrà alfine la Storia, l'Arte e il Carattere non inferiori a come l'avrà visto nelle altre città dell'Umbria. Gli parleranno i monumenti, le chiese, gli archi e le torri del linguaggio melodioso di frate Sole, e gli diranno che degno asilo avrà ancora la sua anima desiderosa di bello e di buono, gli faranno comprendere i tesori che se non sono, per così dire, sul sembiante della città, sono invece gelosamente custoditi nel cuore di essa. Della vecchia città dei Sabini emergeranno innalzandosi al cielo le costruzioni dei secoli passati, di cui i fieri volti troverà degnamente scolpiti nelle pagine immortali della storia”.
Terni, insomma, va visitata con calma, con curiosità e con un minimo di preparazione, oppure con una guida turistica: i suoi tesori storici e artistici non saltano all’occhio, ma, una volta scoperti, ricompensano largamente il lieve sforzo compiuto.
Un cenno alla gastronomia. La cucina ternana segue la tradizione etrusco-romana. La carne, ad esempio, è rigorosamente di cacciagione, come il colombaccio selvatico o il “piccione alla ghiotta”, cucinati entrambi allo spiedo. Tipica è la “faraona alla leccarda”, farcita can pancetta a cubetti ricoperta da un passato di fegatini e servita su un crostone di pane abbrustolito. Piatti della tradizione locale sono le “cirole” o “stringozzi”, pasta lunga fatta in casa con acqua e farina condita con aglio, olio, peperoncino o con funghi e asparagi. Tipico di Terni è anche il pane “sciapo”, preparato solo con acqua, farina e lievito naturale e cotto sul forno a pietra. Ottimo è il pesce d’acqua dolce proveniente dal lago di Piediluco. Fra i tanti dolci locali spicca il Panpepato, dolce tradizionale, preparato con spezie, frutta secca, cioccolato, cannella, mosto cotto, pepe e noce moscata. Tra i vini eccellenti: il Montefalco rosso, il Colli perugini, il Colli del Transimeno, il Passino, l’Orvieto e il Torgiano.


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