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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Santuario della Madonna delle Grazie

Teramo / Italia
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Sorge nei pressi di Porta Madonna, poco lontano dal centro storico. Già esistente nel 1153, era un tempo chiamato Sant'Angelo delle Donne, monastero di monache benedettine. Fu ampliato nel 1448 per ordine di Papa Eugenio IV, che lo destinò ai frati minori osservanti di Giacomo della Marca. Restaurato sul finire del Seicento e nell’Ottocento, nel Novecento il Tempio ha subito nuovi interventi di consolidamento, in seguito al crollo di parte della loggia. Oggi appare completamente ammodernato nella veste neo-rinascimentale dovuta alla ricostruzione del 1892-1900.
Il Santuario - come si è visto - fu più volte modificato e ampliato, soprattutto per far fronte al crescente numero di fedeli che vi si recavano in pellegrinaggio. Nel Seicento l’edificio assunse un aspetto barocco, sia negli interni sia in facciata. In definitiva, della costruzione originaria a noi è giunto soltanto il campanile: il resto è frutto della ricostruzione novecentesca.
Il prospetto principale è abbellito da un portico con tre ingressi. L’interno mostra una pianta rettangolare ed è a navata unica, con tre cappelle per lato e il soffitto con volta a crociera. La cupola semisferica è stata affrescata da Cesare Mariani sulla fine dell’Ottocento. Di grande interesse è la cappella maggiore, poco dietro l’abside. In seguito ad un restauro, è tornato nella sua sede originaria l’affresco quattrocentesco della Madonna delle Grazie in trono con il Bambino, attribuito alla scuola di Carlo Crivelli. La chiesa conserva poi un’importante serie di ex voto che datano dal XV secolo, tra i quali un rilievo in argento con scena di Natività (1565), due calici settecenteschi di manifattura napoletana e un notevole gruppo di paramenti sacri. Molto apprezzata dagli studiosi è la statua lignea della Madonna delle Grazie, sull’altare maggiore. L’opera è attribuita quasi unanimemente a Sebastiano di Cola da Casentino.
Forse il luogo più rilevante dal punto di vista artistico è il chiostro, al cui interno si possono godere scorci di rara bellezza che si aprono sul tiburio e il campanile. Nel chiostro è possibile leggere tutti gli interventi architettonici effettuati nel corso dei secoli. Sono di un'armonia unica le archeggiature ogivali. La parte alta risale all'ampliamento del 1448. La parte bassa è la più antica: risale al 1153, insieme a quella mediana soprastante dove c'erano le cellette dei frati e, prima ancora, delle suore benedettine.
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