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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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Palazzo Vescovile

Teramo / Italia
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Il Palazzo Vescovile di Teramo, che prospetta su Piazza Martiri della Libertà, è un edificio imponente e massiccio. La sua costruzione risale ai secoli XIII e XIV, ma subì nei secoli frequenti restauri e rimaneggiamenti. Nel 1465 era descritto dal vescovo Campano come una rocca fortificata, ossia come un castello merlato e turrito, quasi a simboleggiare la supremazia del vescovo sulla città; era a due piani, con loggiato a piano terra e loggette aperte all’interno e all’esterno poste al piano superiore. Così, infatti, il Palazzo è raffigurato nella pianta di Teramo del famoso polittico di Jacobello del Fiore, conservato in Cattedrale. Oggi l’edificio si presenta isolato sui quattro lati, a pianta rettangolare e con cortile centrale: è chiaramente il risultato della ristrutturazione e del notevole ampliamento voluti nella seconda metà del Cinquecento dal vescovo Piccolomini. L’ultimo restauro radicale dell’episcopio è stato fatto alla fine del Novecento.
Il porticato che dà su Piazza Orsini conserva traccia dell’impianto medioevale con archi a ogiva in pietra ornati da doppia cornice e sostenuti da pilastri anch’essi in pietra. Nel cortile interno si conservano quattro colonne ottagonali forse appartenute a un portico preesistente.
All’interno del Palazzo si conservano alcuni arredi, in parte provenienti dalla Cattedrale, fra cui spiccano la cosiddetta “Tomba dei canonici”, edicola con quattro colonnine tortili sostenute da leoni stilofori e coronate da capitelli fogliati, e una base di cero pasquale del primo Quattrocento. Notevoli sono anche una quattrocentesca Madonna con Bambino in pietra, di rozza fattura locale; una seicentesca tela di San Berardo di artista fiammingo e una grande tela, pure seicentesca, con la Presentazione del Bambin Gesù a San Francesco.
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