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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Duomo di Teramo

Teramo / Italia
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La cattedrale di San Berardo appare con la sua monumentale facciata, in maniera quasi improvvisa, al termine di Corso Michetti. Essa costituisce il punto di convergenza delle principali arterie del centro storico cittadino e delimita i quattro antichi quartieri di San Giorgio, Santo Spirito, Santa Maria a Bitetto e San Leonardo. Per gli storici locali, l'edificazione sarebbe avvenuta tra il 1156 e il 1158. L'edificio sorse, ad opera del vescovo Guido II, nell'ambito del processo di ricostruzione della città, distrutta dai Normanni. Esso rappresentò la nuova Cattedrale, in sostituzione della precedente, intitolata a Santa Maria Aprutiensis. Ampio l'utilizzo di materiale di spoglio. Sicuramente parte del materiale lapideo fu prelevato dagli adiacenti teatro e anfiteatro romani; di quest'ultimo si demolì persino la parte nord-occidentale per dare spazio alla nuova Cattedrale.
L'edificio del XII secolo è stato modificato da aggiunte e restauri, e si presenta oggi come il frutto di diversi interventi architettonici. E’ evidente la presenza di due corpi indipendenti non allineati sul medesimo asse. Il primo corpo parte da est, arriva sino alle mura presbiterali ed è quello riferibile alla fabbrica del vescovo Guido II; l'altro rappresenta un prolungamento dovuto all'intervento del vescovo Nicolò degli Arcioni, che nel 1332-1335 decise di aggiungere la parte posteriore. La Cattedrale conserva immutato il suo maestoso aspetto fino al Settecento, secolo che apre con il terribile sisma del 1703, accompagnato dalla peste e dalla carestia di grano. Ma il Settecento è anche il secolo della ricostruzione, e dell’affermarsi della nuova estetica barocca. Dal 1739 il Duomo è trasformato in forme barocche dall'architetto Lazzaro Giosaffatti, o da Gerolamo Rizza. La trasformazione barocca non è più osservabile, poiché nel 1932-1935 è stato ripristinato il volto medievale della Cattedrale. In sostanza, unica testimone della fase barocca rimane la Cappella di San Berardo.
La bella facciata, monumentale e scenografica, è la risultante degli interventi che si sono succeduti tra il XII e il XV secolo e si contraddistingue per la raffinatezza dei fregi e delle sculture, per la proporzione delle misure, per la ricchezza cromatica dei marmi. Campeggia sul prospetto il prezioso portale del 1332, firmato da Diodato Romano, con una strombatura a tre sbalzi in cui a due colonnine tortili si alternano finissime decorazioni di intaglio e di "opus tessellatum". La ricca decorazione è conclusa ai lati da due colonnine lisce, ognuna con un leone stiloforo in atto di riposo alla base e una statua sul capitello: quella dell'Arcangelo e quella dell'Annunziata. L’architrave è decorato con un fregio a mosaico contenente l'iscrizione a caratteri gotici dorati che attesta la paternità e la data dell'opera. A essa si aggiungono tre stemmi rossi a forma di scudo. Sopra il portale si erge un alto timpano a cuspide. Al centro è posto un ampio rosone con tre archi concentrici decorati a intaglio. Chiudono la decorazione tre edicole con statue di santi, due in basso (San Berardo e il Battista), una in alto (Redentore Benedicente). L'intervento trecentesco di Nicolò degli Arcioni non si limitò all'ampliamento della chiesa ma riguardò anche la facciata guidiana, con un progetto che fu poi abbandonato. Tra la facciata arcioniana e il fianco settentrionale si erge un maestoso campanile a pianta quadrata: la sua costruzione fu iniziata a partire dalla metà del XII secolo e completata nel 1493 da Antonio da Lodi.
L’interno è a tre navate con colonne romane (sostituite nel restauro del 1924-1935) che si alternano a pilastri rettangolari di differenti dimensioni. L'ambiente è scandito da arcate a tutto sesto e termina con un presbiterio delimitato da quattro pilastri cruciformi sostenenti archi trionfali da cui s’innalza una cupola a spicchi ottagonale. A metà della nave maggiore si sviluppa un corpo trasversale contenente la barocca cappella di San Berardo, che accoglie le reliquie del Santo, qui trasportato dalla vecchia cattedrale nel 1174. La cappella è costituita da una campata voltata a botte cui segue un ampio vano cupolato. Le pareti sono ritmate da semicolonne di ordine composito. La decorazione a stucco presenta varianti di toni caldi che rendono elegante l'insieme; due ovali sempre in stucco incorniciano dipinti a olio raffiguranti gli episodi della vita del Santo.
All'interno della navata guidiana si nota un carattere stilistico unitario, un'evidente ispirazione romanica con linee semplici e severe che scandiscono la poderosa struttura. Da qui sei gradini conducono alla nave superiore, frutto dell'ampliamento arcioniano. Questa è divisa in tre navate scandite da due pilastri centrali, uno a sezione rotonda e l'altro a sezione ottagonale. Sui pilastri si impostano arcate trasversali a sesto acuto che si collegano alle mura perimetrali poggiando su alte lesene. Lo spazio è del tipo delle chiese a sala, con ampio ambiente caratterizzato da un'altezza quasi uguale delle tre navate; l'effetto è di una generale uniformità che rende l'architettura particolarmente monumentale.
La Cattedrale contiene preziose opere di scultura, oreficeria e pittura, veri capolavori d'arte. Fra le tante, ricordiamo il polittico trecentesco di Jacobello del Fiore, lo stupendo paliotto d'argento di Nicola da Guardiagrele (1433-1448) e la bella edicola rinascimentale realizzata alla fine del Quattrocento da Antonio da Lodi. In forme che annunciano il barocco è realizzato l'altare ligneo della sagrestia nuova, monumentale mostra in legno di noce scolpito e intagliato che incornicia le tele raffiguranti episodi della vita di San Berardo. Queste tele sono state realizzate dal polacco Sebastiano Majewski, nella seconda metà del Seicento. 
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