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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Domus e Mosaico del Leone

Teramo / Italia
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Nel giugno 1891 Francesco Savini, scavando le fondazioni del lato occidentale del proprio palazzo, in Corso Cerulli, rinvenne i resti di una domus romana che si affacciava su una via secondaria, ortogonale al cardo massimo di Teramo. I resti permettono di leggere chiaramente alcuni ambienti; l'atrio con pavimento in mosaico di piccole tessere bianche su cui sono distribuite scaglie policrome di vari marmi (scutulatum), fiancheggiato da due piccoli corridoi: la vasca per la raccolta dell'acqua piovana (impluvium), con pavimento laterizio spinato (opus spicatum) e la stanza centrale (tablinum).
Lo stupendo mosaico pavimentale del tablinum - simile per fattura a quelli rinvenuti a Pompei e nella villa di Adriano a Tivoli - costituisce uno dei più significativi esempi di mosaici tardo-ellenistici in Italia; proprio dalla rappresentazione contenuta nella parte centrale di esso (emblema) la prestigiosa residenza prende il nome di "Domus del Leone". L'emblema, realizzato con tessere minutissime (vermiculatum), rappresenta un leone che azzanna un serpente ed è incorniciato da un ricco festone naturalistico; il pavimento musivo dell'ambiente è costituito da un tappeto a cassettoni dai molteplici colori decorati da rosoni, margherite e corone di alloro. Lo stile e la tecnica dei mosaici permettono di datarli intorno alla metà del I secolo a.C. Per altro verso, le dimensioni eccezionali dell’atrio, la qualità delle decorazioni e la posizione della casa, collocata vicino al foro cittadino, lasciano pensare alla dimora di un personaggio dell’aristocrazia locale, forse uno dei primi magistrati della colonia sillana.
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