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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Chiesa di Sant'Agostino

Teramo / Italia
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Il complesso di Sant’Agostino, formato dalla Chiesa e dall’annesso Convento, si affaccia sulla piazza omonima. La Chiesa fu costruita nel 1326 su un preesistente edificio sacro, dedicato a San Giacomo. Il complesso ebbe una vita lunga e attiva fino a che, alla metà del Settecento, cominciò la sua decadenza. Nel quadro di una politica volta all’abolizione dei piccoli conventi, Ferdinando IV ne decretò la soppressione nel 1792: poco dopo, il complesso fu occupato da un quartiere militare e successivamente da una polveriera. Infine, il convento fu trasformato in carcere e tale rimase per la prima metà dell’Ottocento. La Chiesa, totalmente rimaneggiata nel Seicento, si presenta oggi nella veste del restauro del 1876, curato dall’architetto Giuseppe Lagni.
La facciata, sobria e allo stesso tempo solenne e maestosa, è ripartita da quattro doppie lesene, sormontate da un capitello ionico. Le lesene terminano con due cuspidi a tronco di piramide sormontate da pigne funerario.
L'interno è a navata unica, con sei cappelle decorate da rilievi a stucco. All'incrocio con il transetto è posta una grande cupola con lanternino, sorretta da quattro pennacchi dove si trovano gli Evangelisti dipinti nel 1853, da Bernardino De Filippis-Delfico. Sulle pareti sono esposte pregevoli tele del Settecento entro cornici in stucco dorato che rappresentano episodi della vita della Madonna. Sulla volta a botte si apprezza l'affresco che mostra la Vergine mentre consegna la cintura a Santa Monica in presenza degli agostiniani.
Sant’Agostino custodiva in passato l'importante polittico del pittore veneziano Jacobello del Fiore, ora esposto nella Cappella di San Berardo della Cattedrale, e un notevole affresco staccato di Madonna col Bambino, attribuito a Giacomo da Campli, oggi conservato nella Pinacoteca Civica. Fra le opere d’arte rimaste spiccano: una grande tela del Sei-Settecento, con la Madonna della Cintola e santi agostiniani; altri affreschi emersi durante la trasformazione del convento in carcere. Notevole è, infine, l'organo settecentesco, che si trova nella controfacciata sopra al portale dell'ingresso principale.
Il convento, recentemente restaurato, è l'attuale nuova sede dell'Archivio di Stato di Teramo
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