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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Chiesa di San Domenico

Teramo / Italia
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Il complesso conventuale di San Domenico prospetta sul Corso di Porta Romana. Dopo una lunga e attenta progettazione, la sua costruzione inizia nel 1323, per volere del presule aprutino Niccolò degli Arcioni. La grande chiesa fu portata a compimento solo nel 1407, e la costruzione del chiostro procedette di pari passo.
L’imponente mole del complesso fu eretta, in stile gotico, con materiale laterizio economico e di facile utilizzo. Per evitare ogni rivalità con altri ordini presenti nel capoluogo aprutino, i Domenicani eliminarono ogni ornamento esterno. La chiesa fu poggiata su un ampio basamento sagomato in pietra ed ebbe un coronamento simile a quello del tempio di San Francesco (ora Sant'Antonio), con qualche finestrone oblungo gotico, a forma di bifora e un bel portale. La semplicità architettonica riflette quella dei Francescani: fu scelta la struttura a forma di grande nave con tribuna rettangolare, mentre all’esterno presentava robusti contrafforti angolari posti sulle cantonate, anziché lesene intermedie. Come quello di Sant’Antonio, l’esterno fu coronato da eleganti arcatelle cieche di mattoni, piuttosto ampie, a forma di ogive depresse, sporgenti su piccole mensole in pietra o cotto.

All’interno, la struttura fu rinforzata con arconi a sesto acuto, che divisero la Chiesa in sei campate coperte a tetto, mentre nel coro, che costituì l’abside del Tempio, fu costruita una slanciata e splendida volta a crociera costolonata, con un bel cielo stellato affrescato nelle lunette. Gioiello della Chiesa è la Cappella della Madonna del Rosario, stuccata nel 1753 dal marchigiano Gilberto Todini, che eseguì pure gli affreschi della volta e dei medaglioni delle pareti (1755). Gli affreschi sulla parete sinistra della grande navata unica sono di Luca d’Atri e rappresentano Storie della Vita di Cristo; quelli dell’abside, della controfacciata e di parte della parete sinistra, raffigurano santi cari alla devozione popolare e all’ordine domenicano, pitture votive e immagini mariane, databili tra il XIV e XV secolo: molto interessanti dal punto di vista iconografico sono una bellissima Annunciazione, e una Madonna del Latte con Sant’Antonio Abate e i Santi Sebastiano e Rocco di Montpellier. Notevoli sono anche il grande affresco nella parete destra della controfacciata, che rappresenta i santi patroni di Padova (Giustina, Daniele e Prosdocimo), e altri tre santi (forse Berardo, patrono di Teramo, Antonio di Padova e Vito). Al centro di questa teoria di santi, è la Madonna col Bambino che accoglie la preghiera del donatore, probabilmente il Conte da Carrara. A Giovanni Antonio da Lucoli si deve la notevole e splendida copia in terracotta policroma della Madonna delle Grazie (XVI secolo). Michele Clerici realizzò il bellissimo gruppo in stucco della Famiglia di Sant’Anna (XVIII secolo), entrambe oggi poste in due nicchie nel presbiterio. Nel chiostro le bifore ai lati dell’ingresso della Sala del Capitolo, furono chiuse, utilizzando lo spazio ricavatone per far dipingere dal polacco Sebastiano Majewsky le Scene della Vita di San Domenico (prima del 1627). Tra il XVI e il XVII la struttura claustrale fu rafforzata, con la costruzione dei vani sovrastanti e del ballatoio. 

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