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Duomo di Taranto

Taranto / Italia
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E’ incerto se il Duomo di Taranto sia stato costruito sui resti di un antico tempio pagano, o su una primitiva chiesa greco-romana del III-IV, o sia stato fondato da San Cataldo tra il VI e il VII secolo. In genere, si ritiene che la prima basilica sia stata molto danneggiata dalla incursioni saracene e che l’edificio attuale risalga al 1071, ossia all’epoca del vescovo Drogone. Nell’XI secolo furono qui ritrovate le spoglie di San Cataldo, cui il tempio è dedicato. Modificato varie volte, specie nel Cinque-Seicento, l’edificio ha assunto la forma attuale nel 1873.
La struttura è lunga metri 84 e larga 24. Della facciata dell'antica basilica romanica non resta più nulla. Qualche avanzo è visibile solo nelle facciate laterali. La facciata attuale è barocca, della prima metà del Settecento. Vi campeggiano le statue di San Pietro, San Marco, San Rocco, Sant’Irene e San Cataldo. Il campanile, di stile bizantino, o come altri vogliono, lombardesco, è della seconda metà del Quattrocento. La cupola, coeva alla Basilica romanica, mostra una chiara influenza bizantina: in essa sono notevoli gli affreschi del pittore romano Domenico Torti, che ha dipinto anche le pareti del coro.
Molto interessante è il Battistero, soprattutto per la forma caratteristica della fonte e la ricchezza dei marmi policromi. A destra, una conca antichissima di marmo, sorretta da tre erme, con ricco festone a fiori e a frutti. In alto sul fonte battesimale, sta un ricco e artistico ciborio, sormontato da una statuetta del Redentore.
L’interno è diviso in tre navate. In quella centrale si ammirano sedici magnifiche colonne di marmo, che probabilmente provengono da avanzi di templi pagani. Ecco perché differiscono tra loro in altezza, in diametro e nella qualità del marmo. Diversi sono anche i capitelli di marmo: alcuni di ordine corinzio dell'epoca romana, altri di stile bizantino variamente decorati. Le navate laterali terminano con due scalinate per le quali si ascende alla crociera. Splendido è l'altare maggiore, sovrastato da un cupolino sorretto da quattro stupende colonne cilindriche di porfido, coi capitelli compositi e le basi attiche di marmo bianco. Sui capitelli delle colonne poggiano le statuette dei quattro Evangelisti. I quattro angoli e il vertice sono sormontati da pinnacoli. Magnifico è il soffitto in legno di noce, a cassettoni, con copertura mobile riccamente intagliata. Pregevoli sono poi il pavimento musivo, che ricorda quello di Otranto, e la cappella di San Cataldo, che custodisce le reliquie del santo e uno splendido ciclo di affreschi del 1713, dipinti da Paolo de Matteis. Sotto il transetto si apre una piccola cripta d’epoca bizantina, con pianta cruciforme, che ospita le tombe di alcuni vescovi di Taranto.
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