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Domenica 11 Dicembre 2016, San Damaso I
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Concattedrale Gran Madre di Dio

Taranto / Italia
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Voluta dall’arcivescovo Guglielmo Motolese, la Concattedrale fu eretta nel 1970. Artefice fu il famoso architetto milanese Giò Ponti, che, oltre a stendere il progetto, diresse i lavori di costruzione e intervenne anche nella decorazione. Il tempio sorge dove l'ampio Viale Magna Grecia incrocia Via Dante, e – per il suo stretto legame con la tradizione marinara di Taranto – è uno dei simboli della città moderna. La Concattedrale è dedicata alla Vergine Maria, considerata protettrice di Taranto, assieme al patrono San Cataldo.
L’edificio, grandioso e moderno, si presenta con due facciate. La prima è lunga 85 metri e larga 35. La seconda sostituisce la tradizionale cupola ed è formata da un doppio muro traforato, alto 40 metri, che s’erge a 50 metri dall’ingresso. Nel complesso, la facciata rappresenta una “vela” e si specchia nelle tre vasche d’acqua dello spazio antistante, che simboleggiano il mare.
Umile, spoglio, francescano, l’interno è spazioso e può contenere fino a tremila persone. Il presbiterio è racchiuso da due colonne, su cui spiccano ancore che ricordano il mare. L’organo è volutamente nascosto nella parte superiore del muro di fondo: Giò Ponti sosteneva, infatti, che "il canto non deve nascere da un solo punto, ma da tutta la coralità". L’altar maggiore è di pietra, ma la parte rivolta ai fedeli è coperta di ferro rozzamente dipinto di verde, che è anche il colore dei rivestimenti: l’insieme richiama i fondali marini. Dietro l’altare spiccano due dipinti, l’Angelo dell’Annunciazione e la Madonna, opera dell’onnipresente Giò Ponti. Sul lato sinistro della chiesa, si trova una specie di cappella dedicata ai caduti della Marina Militare.
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