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Storia di Spoleto

La storia di Spoleto inizia prima ancora della fondazione di Roma. I resti di mura ciclopiche provano l'antica origine di questa città, che fu fondata dai Pelasgi Tessali intorno al X secolo a.C. Dopo i Pelasgi, la zona fu dominata dagli Umbri, finché – con la battaglia del Sentino del 295 a.C. – Spoleto fu assoggettata dai romani. Con il nome di Spoletium, la città divenne colonia nel 241 a.C. e fu sempre fedele e valorosa alleata di Roma.
La sua importanza crebbe molto nel periodo delle guerre puniche, specie con l’arrivo in Italia di Annibale e del suo esercito cartaginese. Nel 217 a.C. Annibale fu fermato nella sua rapida avanzata verso Roma proprio dalla strenua resistenza opposta da Spoleto. La Porta che ricorda la battaglia fu chiamata – non senza ironia – “Porta Fuga” e reca ancora l’iscrizione che recita: “ANNIBALE, DOPO AVER SCONFITTO I ROMANI AL TRASIMENO, RESPINTO DA SPOLETO CON GRANDE STRAGE DEI SUOI MENTRE OSTILMENTE MARCIAVA VERSO ROMA, CON LA MEMORABILE FUGA DETTE IL NOME A QUESTA PORTA”. L’episodio conferma la notevole organizzazione strategica, militare ed economica raggiunta da Spoleto sin da allora. Nel 90 a.C. Spoleto divenne Municipio “optimo jure”, iscritto alla tribù Horatia. Per secoli la città fu rinomato luogo di villeggiatura per la ricca borghesia romana, che edificò nell'area numerose ville.
Spoleto seguì le vicissitudini dell'Impero: cristiana fin dal IV secolo, Spoleto divenne presto sede episcopale e sviluppò una solida organizzazione ecclesiastica, influenzata tra l'altro da elementi orientali dovuti alla presenza sul Monteluco di una colonia di monaci siriani, ivi stabilitisi. La città subì varie invasioni barbariche: vi passarono Teodorico, Belisario, Totila, Narsete. Passata sotto la dominazione longobarda, che si estendeva dalle coste adriatiche al Tevere, Spoleto continuò ad esercitare un ruolo politico fondamentale, divenendo sede di uno dei più importanti ducati d'Italia. Nel successivo periodo di dominazione da parte dei Franchi, la città fu governata dal duca Guido, che ottenne nell'891 fu incoronato imperatore dal papa; alla morte del figlio Lamberto (898), la corona imperiale emigrò definitivamente dall'Italia.
Quando l'impero carolingio fu smembrato, i duchi di Spoleto tentarono di conquistare la corona imperiale: il progetto non poté attuarsi per l'intervento del Barbarossa il quale, sceso in Italia per incontrare il Papa, distrusse la città nel 1155. A quel tempo Spoleto era uno dei più ricchi comuni autonomi del Centro Italia, ma la distruzione ne ridusse molto il ruolo e la vitalità politico-economica, e fu presupposto essenziale per una progressiva sottomissione allo Stato della Chiesa. Gregorio IX ottenne dall'imperatore Federico II il definitivo riconoscimento della sovranità della Chiesa su Spoleto nel 1231, e il ducato fu soppresso nel 1247.
Spoleto a poco a poco risorse, ma rimase lungamente in preda di guerre intestine tra Guelfi e Ghibellini, che per lungo tempo si contrastarono il dominio della città. Gli atti di crudeltà e di barbarie, commessi durante queste lotte fratricide, furono numerosissimi e ancora destano orrore. Le lotte cessarono verso la metà del Trecento, quando il cardinale Albornoz, legato pontificio, conquistò la città. L’Albornoz scelse di trasformare Spoleto in caposaldo strategico per la riconquista dello Stato Pontificio e fece costruire sul soprastante monte Sant'Elia la grandiosa Rocca, imponente complesso difensivo che comprende anche il celebre Ponte delle Torri. L’edificio fu sede del potere civile e religioso, ossia sede dei rettori del ducato, di norma scelti dal papa fra i propri parenti più fidati, nonché meta di frequenti soggiorni degli stessi pontefici. Nel 1499 Alessandro VI Borgia assegnò il governo della città alla figlia Lucrezia, che però restò a Spoleto poco più di un mese. Spoleto fu spesso visitata da papi, da re e da regine che si recavano o venivano da Roma. La città rimase sotto il dominio del Papato sino alla fine del Settecento, ma già nel Cinquecento si ebbero i primi sintomi di decadenza. La progressiva perdita di potere politico della città è dimostrata dal fatto che già all'epoca di papa Pio IV – appunto verso la metà del Cinquecento – i rettori, non più scelti tra i parenti dei papi, ma comunque tra gli ecclesiastici di rango elevato, non governavano più direttamente, ma per il tramite di luogotenenti.
Nel periodo della dominazione napoleonica (1809-1815), Spoleto assurse nuovamente ad un ruolo di protagonista nella storia della Penisola come capoluogo del Dipartimento del Trasimeno, un territorio che andava da Perugia a Rieti: il rinnovamento politico e sociale fu accompagnato da un nuovo sviluppo edilizio, che perdurò anche successivamente, con il ritorno del Governo pontificio.
Al tempo dei primi moti liberali, furono molte le figure di spicco che si distinsero nell'attività patriottica: tra questi vanno ricordati Pompeo di Campello (presidente della giunta rivoluzionaria del 1831 e ministro delle armi del governo rivoluzionario del 1848) e Luigi Pianciani (gonfaloniere di Spoleto nel 1848 e fiancheggiatore di Garibaldi nelle battaglie che condussero alla conquista di Roma). Nell'anno 1860 Spoleto fu conquistata dalle truppe piemontesi, comandate dal generale Brignone. Nello stesso anno, un affrettato riassetto amministrativo del nascente Regno d'Italia le tolse il rango di capoluogo di provincia.
A partire dalla Prima Guerra Mondiale, ed in particolare con l'avvento del Fascismo, Spoleto vede uno spopolamento dovuto all’emigrazione dei suoi cittadini verso Roma.
Intorno alla metà del XX secolo la città si trova in una grave crisi economica e demografica, peggiorata dall'esaurimento delle miniere di lignite della zona, che la porta ad un preoccupante isolamento. Ma grazie alla costruzione della superstrada per Roma l'isolamento viene spezzato e Spoleto inizia a risalire la china.
Anche dal punto di vista culturale si ha una progressiva rinascita, con l'inaugurazione del Teatro Nazionale Sperimentale nel 1946 e del centro Studi sull'Alto Medioevo nel 1951. Nel 1958 nasce il già ricordato Festival dei Due Mondi, manifestazione tutt'ora attiva, che richiama artisti famosi da tutto il Mondo.
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