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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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Monteluco

Spoleto / Italia
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Il Monteluco si eleva maestoso a sud-est di Spoleto. Il suo meraviglioso bosco, veste di incomparabile bellezza, fu anticamente sacro a Giove e oggi, a continuare tale tradizione, apposite leggi lo tutelano. Così recita l’antica Lex Spoletina: “Nessuno profani, strappi od asporti ciò che è di questo bosco, né tagli le sue legna, salvo il giorno della festa annuale del Dio. In quel giorno sia permesso, ad intenzione del culto religioso, senza pietà, di tagliare legna. Chiunque avrà profanato scientemente e, con intenzione criminale, offra un bue a Giove in espiazione e paghi inoltre 300 assi d'ammenda, ma l’ammenda gli sia rimessa se intenda fare un sacrificio ... ”.
Fra gli alberi fanno capolino molte piccole case, chiamate eremi, mentre sulla cima del monte sorge un convento di frati francescani, e su di un fianco l'antichissimo convento di San Giuliano, che ha lontana e curiosa origine. Un pellegrino di nome Isacco, originario della Siria, giunse a Spoleto intorno al 528. Sul Monteluco, Isacco edificò un eremo per vivere in solitudine e in preghiera e scrisse il suo trattato De contemptu mundi. Ben presto altri seguirono il suo esempio e così ebbe origine il convento, che poi divenne monastero dei Benedettini. Predicando il distacco dai beni materiali, Isacco e i suoi discepoli precorsero di vari secoli San Francesco d'Assisi, il quale – probabilmente – fu ispirato dalle dottrine d'Isacco ad iniziare la sua grande riforma. L’eremo fu soppresso da papa Alessandro VI, ma verso la fine del Cinquecento, nuovi eremi furono qui eretti, per cura del vescovo Sanvitale e di alcune fra le principali famiglie della città.
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