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Duomo di Spoleto

Spoleto / Italia
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La precedente cattedrale spoletina, come tutta la città, fu distrutta dal Barbarossa nel 1155. Il Duomo attuale – dedicato all'Assunta – fu costruito in stile romanico-lombardo verso la fine del XII secolo e consacrato da papa Innocenzo III nel 1198. Esso sorge sulle rovine di un’antica chiesa dedicata a S. Elia. L’edificio ha subito nei secoli vari rimaneggiamenti e restauri: a cavallo fra Quattro e Cinquecento, fu aggiunto un portico in stile rinascimentale; nel Seicento, il Bernini realizzò un infelice ammodernamento dell’interno, cancellando molto della parte antica.
La facciata è divisa orizzontalmente in tre parti. In basso si ammira un magnifico portale romanico, scolpito tra il XII ed il XIII secolo da Gregorio Melioranzio, e uno stupendo portico del 1491, opera di Ambrogio da Milano e Pippo di Antonio da Firenze, perfetta fusione del Rinascimento lombardo con quello toscano. Nella parte mediana stanno uno splendido rosone e quattro rosoncini: il rosone centrale, circondato dai simboli dei quattro Evangelisti, è sovrastato da un grande mosaico del primo Duecento, opera di mastro Solsterno. Nella parte superiore sono tre rosoncini e tre arcate ogivali profilate, la mediana con mosaico di sapore bizantino.
A sinistra del portico si eleva l’imponente torre campanaria, formata da blocchi di travertino. La loggia per le campane è del Quattrocento, mentre la guglia è opera cinquecentesca di mastro Ciono di Taddeo Lombardo.
L'interno, semplice ma essenziale, è di stampo tardo-rinascimentale. Ricostruito nel Seicento e rinnovato nel Settecento, è a croce latina, con tre navate e grande abside.
Il Duomo conserva importanti opere d'arte, fra cui spiccano: sul portale mediano, il busto bronzeo di Urbano VIII, eseguito dal Bernini; gli affreschi del Pinturicchio nella Cappella del Sacro Cuore; quelli, importantissimi, di fra' Filippo Lippi che decorano l'abside del presbiterio; altri affreschi e sculture, una tela del Carracci, ed infine il Monumento sepolcrale a Francesco Orsini, opera di mastro Ambrogio da Milano, e l’Arca di Fra’ Filippo Lippi. Quest’ultima, realizzata forse dal figlio del pittore, Filippino, fu voluta da Lorenzo il Magnifico e reca un’epigrafe del Poliziano. Notevoli sono pure: la Cappella della SS. Icone, con una tavola bizantina della Madonna che si dice dipinta da San Luca, donata dal Barbarossa; la Cappella delle Reliquie, con un piccolo coro intagliato e intarsiato, opera superba della metà del Cinquecento. La navata destra si apre con la Cappella Eroli, che risale alla fine del Quattrocento e contiene affreschi del Pinturicchio e di Jacopo Siciliano, nonché bassorilievi con la Natività e la giovinezza di Gesù, ed un fonte battesimale quattrocentesco.
Dalla canonica, in cui è un archivio che conserva una lettera autografa di San Francesco a Frate Leone, si può scendere nella cripta di San Primiano: del IX secolo, con volta a botte e affreschi dell'epoca, rappresenta un raro esempio di monumento altomedievale.
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