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Sabato 23 Agosto 2014, Santa Rosa da Lima
Zyance - CC by-sa
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Guida Spoleto

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Quali sono i posti da visitare a Spoleto? Qui puoi trovare una guida di Spoleto e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Spoleto.
Spoleto, non la Rocca che ti guarda
ghibellina dal Guelfo tuo nemico,
né la grandezza di Teodorico
che pensosa nel vespro vi s’attarda
non la Borgia onde par che tu riarda
subitamente del trionfo antico,
né dal vasto acquedotto all’erto vico
segno romano ed orma longobarda
cerco, ma ne’ silenzii dell’Assunta
l’arca di Fra Filippo che dai marmi
pallidi esala spiriti d’amore
mentre nel muro pio la sua defunta
Vergine, sciolta dalla morte, parm
i piegar sul petto dell’Annunciatore.


Così Gabriele D’Annunzio, nelle sue Città del Silenzio, ci presenta Spoleto. E’ questa una bella cittadina umbra, in provincia di Perugia, che conta circa 39.000 abitanti. Il fascino della città deriva dal paesaggio in cui è immersa, dalla sua storia, ricca di avvenimenti e personaggi, dai bei monumenti che essa custodisce.
Posta a quasi 400 metri di altitudine, Spoleto si adagia dolcemente sul colle Sant’Elia e domina lo splendido paesaggio della Valle Spoletina. Alle sue spalle s’erge il sempreverde Monteluco: sulle falde del monte, ricoperte di lecceti, si ritirarono i primi eremiti. Oggi il monte, protetto dall’antica Lex Spoletina, è luogo di pace e solitudine: ospita ancora edifici religiosi ed eremi di notevole pregio artistico e storico.
Spoleto era difesa dalle c.d. “mura ciclopiche”, costruite in epoca preromana dai Pelasgi e dagli Umbri, con enormi massi di pietra calcarea. Alcuni tratti di questa cinta muraria sono visibili in prossimità della Rocca.
La città fu colonia e municipio romano, e di questo lungo e florido periodo conserva tracce e monumenti preziosi. Il Foro si trovava nell’attuale piazza del Mercato, da cui si dipartivano il “decumano massimo” (Via del Municipio, Via del Mercato e Via di Plinio il Giovane), e il “cardo” (sezione urbana della Via Flaminia - oggi Via dell’Arco di Druso e Via del Palazzo dei Duchi). Entro questo perimetro, ben definito, sono le grandiose testimonianze del periodo: la Casa romana, l’Anfiteatro, la Domus sotto il Municipio, il Tempio di Sant’Ansano, il Ponte Sanguinario, l’Arco di Monterone e l’Arco di Druso e di Germanico.
Anche il successivo periodo longobardo lasciò qualche traccia, ma l’impronta fondamentale di Spoleto è quella lasciata dal Medioevo, quando la città – rasa al suolo dal Barbarossa – fu completamente ricostruita. Alle prime chiese romaniche (San Salvatore, San Paolo inter vineas, Sant’Eufemia, il Duomo e San Gregorio Maggiore) se ne aggiunsero altre dentro e fuori le mura. Dalla seconda metà del XIII secolo si assiste ad un vero e proprio risveglio urbanistico che porta Spoleto alla conformazione attuale.
Nella piazza del Mercato si inserisce il palazzo del Comune. Con l’arrivo degli Ordini mendicanti furono costruite nuove chiese al limite interno dell’antica cerchia muraria (San Matteo, San Domenico, San Simeone, San Nicolò). Risale al 1296 la seconda, ed attuale, cinta urbica munita di porte e torri di guardia. La seconda metà del Trecento è segnata dalla costruzione della Rocca, sede del potere papale al ritorno dalla cattività avignonese. Alle sue spalle si trova il Ponte delle Torri, che unisce il colle Sant’Elia ed il Monteluco.
Durante il Rinascimento e l’età barocca, furono costruiti a Spoleto meravigliosi palazzi gentilizi che bene si ambientano nella struttura urbana medievale. Tra questi, Palazzo Collicola, che ospita la Galleria civica d’arte moderna, e Palazzo Rosari-Spada, ex sede della Pinacoteca comunale. Nello stesso periodo furono edificati la grande la chiesa di Santa Maria della Manna d’Oro, la Chiesa di San Filippo Neri ed il teatro Caio Melisso.
Spoleto non è troppo diversa da come appariva ai viaggiatori del Settecento e dell’Ottocento. Se ne innamorarono "turisti" d'eccezione come Goethe, al quale il Ponte delle Torri ispirò una delle pagine più belle del suo "Viaggio in Italia". Il pittore inglese Turner, dipinse il Ponte stesso, immerso in una straordinaria atmosfera. Stendhal espresse grande ammirazione per la "Passeggiata" - oggi Viale Matteotti - che dal centro storico si insinua tra il verde dei colli. Sempre nell’Ottocento, l’erudito tedesco Gregorovius, definiva la Rocca "uno dei più bei monumenti del medio evo", e il Duomo "il più notevole monumento, l'ornamento maggiore di Spoleto, insieme con San Pietro, una chiesa di stile lombardo, degna di molta considerazione".
Stupendi anche i dintorni. Fin dall’antichità, poeti e scrittori subiscono il fascino delle Fonti del Clitunno e del vicino tempietto del V secolo, situati a valle, a pochi chilometri dalla città. Il Tempietto e la basilica paleocristiana di San Salvatore sono i più antichi edifici di Spoleto.
Nel secondo dopoguerra Spoleto è diventata stimolante centro di attività e manifestazioni culturali di altissimo livello, tra cui il Teatro lirico sperimentale, il Festival dei Due Mondi ed il Centro italiano di Studi sull’Alto Medioevo. In particolare, il Festival dei Due Mondi – noto anche come Spoleto Festival 2009 – si svolge ogni anno tra la fine di Giugno e la metà di Luglio ed è un'attrazione di risonanza mondiale.

 
Week End a Spoleto
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