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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Guida Sondrio

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Quali sono i posti da visitare a Sondrio? Qui puoi trovare una guida di Sondrio e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Sondrio.
“Quella di Sondrio è la provincia del minimo. È la terzultima d'Italia per popolazione, precedendo soltanto Gorizia, che fu smembrata, e la Valle d'Aosta che è una creazione politica. Contiene i comuni più esigui per il numero degli abitanti, fino a 152. Sondrio stessa non tocca i quindicimila abitanti, e occupa l'ultimo posto tra i capoluoghi di provincia italiani. È una città benestante, e la sua agiatezza dipende dall'incontro della funzione di capoluogo con la sua piccolezza. La funzione di capoluogo porta burocrati e impiegati in numero sproporzionato a quello dei cittadini comuni. È un turismo di medio livello ma permanente; Sondrio è fondata, come Roma, sulla burocrazia. Minima è l'estensione della proprietà, e i ritagli di terra dello stesso padrone sono sparpagliati lontano l'uno dall'altro tra le rocce. Egli sfrutta ogni metro, crea il campo dove non esiste. Si vede il contadino inerpicarsi sui pendii portando una gerla di terra, spesso l'acqua per annaffiarla. La Valtellina produce un ottimo vino. Pochi vini italiani possono stare a paragone di una vecchia bottiglia di vino valtellinese chiamato Inferno, un vino secco, spiritoso, amarognolo, che contiene la roccia e il bosco. I valligiani esportavano vino a spalla oltre il confine; le ferrovie hanno fatto crollare questo commercio arcaico”.

Sondrio - capoluogo lombardo di provincia, con circa 22.000 abitanti - sorge al centro delle Alpi, circondata da un ambiente di media e di alta montagna ancora in gran parte incontaminato. La provincia presenta una forte identità alpina e comprende, in soli 3212 kmq di estensione, una parte del territorio del Parco Nazionale dello Stelvio, un Parco Regionale, sei Riserve Naturali, un Monumento Naturale e un Parco Locale. Dista 136 km da Milano e si trova a 298 metri di altitudine. E' posta allo sbocco del solco profondo della Valmalenco nel punto più ampio della Valtellina, dove la separazione dei versanti retico e orobico è massima. Si trova alla confluenza tra l'Adda e il torrente Mallero.
Poco conosciuta dai turisti italiani e stranieri, Sondrio è di modeste dimensioni, ma non è priva di storia né di monumenti. Un breve itinerario lo confermerà. Partiamo da Piazza Garibaldi, vero e proprio cuore della città, su cui si affacciano dignitosi palazzi ottocenteschi e da dove si può ammirare uno scenario suggestivo: dallo scorcio delle pareti di roccia a strapiombo sul torrente Mallero all'antico Castello Masegra, dal ritmo ondulato dei muretti a quello lineare dei vigneti, in alto fino ai ghiacciai della Valmalenco. La piazza deve il nome alla statua di bronzo di Giuseppe Garibaldi che spicca al suo centro, opera di F. Confalonieri. Sul lato meridionale sorgono l'edificio della Banca d'Italia e il Teatro Pedretti costruito nel 1821; su quello occidentale troviamo la Casa Lambertenghi e il Palazzo Martinengo, davanti al quale si eleva un obelisco adornato da quattro statue dello scultore Giuseppe Croff. L'obelisco, detto Monumento alla Riconoscenza è stato eretto come ringraziamento a Ferdinando I d'Austria, il quale, dopo la terribile inondazione del 1834, fece costruire gli argini del Mallero. Sul lato est ammiriamo l'edificio sede della Banca Popolare e l'Albergo della Posta, costruito nel 1834 e a lungo salotto valtellinese. Il percorso prosegue verso il torrente Mallero e, una volta attraversato il ponte, si giunge alla piazzetta Carbonera. Qui sorge l'antica Casa Carbonera caratterizzata da un portico a tre archi e da loggiati ornati da eleganti colonne e capitelli rinascimentali. Prendiamo per via Romegialli e ci inoltriamo nella contrada Cantone. Qui è possibile ammirare alcune dimore antiche, tra cui l’ex-casa Romegialli e la casa ex-Sertoli-Rajna. Attraversato il Mallero, troviamo sulla sinistra la Via Fracaiolo. Qui ammiriamo i resti delle antiche ruote dei magli, e l'antico lavatoio: da qui partivano le mura della città, fatte costruire nel 1325 per difendere l'abitato dai nemici Rusconi, potente famiglia ghibellina di Como in lotta con i guelfi Capitanei di Sondrio. Arrivati in Piazza Cavour, un tempo Piazza Vecchia, incontriamo la salita Ligari. All'inizio, troviamo la casa in cui il pittore Gian Pietro Ligari trascorse gli ultimi venticinque anni della sua vita. Percorsa la Via dei Capitanei di Sondrio, si giunge sullo spiazzo su cui sorge il Castello di Masegra. Scendendo quindi per vicolo San Siro, incontriamo la Chiesetta dell'Angelo Custode, una delle più antiche di Sondrio. Si narra che qui le streghe celebrassero il Sabba: per questo motivo la chiesetta di San Siro fu abbattuta e quella dell'Angelo Custode sconsacrata. Prendendo per Via Lavizzari, ci immettiamo sulla graziosa piazza Quadrivio, impreziosita da una caratteristica fontana rotonda del XIX secolo, e coronata da palazzi nobiliari, tra cui Palazzo Sertoli, Palazzo Giaccone e Palazzo Paribelli. Di fronte a Palazzo Sertoli si apre Via Scarpatetti, caratterizzata da scorci di ambienti rustici, arcate, acciottolati, ballatoi in legno, tre cappellette dedicate alla Madonna e alcune osterie. Da qui scendiamo verso il giardino al cui centro sorge Villa Quadrio, sede della biblioteca civica dedicata al filologo valtellinese Pio Rajna. Da Villa Quadrio, lungo la via Don Bosco, si giunge alla piazzetta su cui sorge la Chiesa di San Rocco, preceduta da un ampio porticato e sorta nel 1513 in ringraziamento per la scampata peste. Ritornati a Piazza Quadrivio e proseguendo per Via M. Quadrio, s’incontra Palazzo Sassi de’ Lavizzari, oggi sede del Museo Valtellinese di Storia e Arte. Proseguiamo per Piazza Campello, dove sorge la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio, di fronte alla quale ammiriamo il Palazzo Pretorio, sede del Comune.
Le manifestazioni principali che si tengono a Sondrio e nelle sue frazioni hanno a che fare con la produzione artigianale caratteristica della zona e delle sue valli (i pezzotti e la pietra ollare), e con i prodotti della tipica enogastronomia locale (i vini rossi, la bresaola, i funghi, i pizzocheri, la "besciola", il miele).

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