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Storia di Siracusa

Le origini di Siracusa si perdono nelle nebbie del tempo, ma si fanno risalire intorno al 735-734 a.C. La città fu fondata da un gruppo di esiliati greci, guidati dal corinzio Archia. Il nome Siracusa sembra derivare dal siculo Syraka (abbondanza d'acqua), per la presenza di molti corsi d'acqua e di una zona paludosa. In greco e in latino è al plurale, Siracusae, perché la città fondata da Archia divenne in pochi anni una Pentapoli. Al nucleo originale formato dall’isoletta di Ortigia, si aggiunsero sulla terraferma quattro nuclei: Acradina, Tiche, Neapoli ed Epipoli. Situata in posizione strategica per i commerci nel Mediterraneo, Siracusa divenne presto ricca e popolosa. Pochi decenni dopo la fondazione, riusciva a costituire diverse colonie: Acre (Palazzolo), Enna (Castrogiovanni), Casmene, Camarina e Talaria.
La prima costituzione fu repubblicana, ma nel V secolo degenerò in lotte intestine tra i democratici (Killikiri), e gli aristocratici proprietari terrieri (Geomori). Dopo una sollevazione popolare, i Geomori si rifugiarono a Casmene, ma chiesero l’intervento di Gelone, tiranno di Gela, e rientrarono a Siracusa nel 485. Gelone rese Siracusa potentissima; distrusse Gela, Camarina, Megara Iblea ed Eubea, sconfisse i Cartaginesi nella famosa battaglia di Imera (480), stabilì il suo dominio su tutta la Sicilia e fu proclamato re dai Siracusani.
A Gelone successe il fratello Ierone (478-467) che fu odiato per le sue spoliazioni e i suoi delitti. Egli sconfisse gli Etruschi a Cuma (474), abbatté Agrigento e combatté i pirati che infestavano il Mediterraneo. Amante delle arti ospitò Simonide, Bacchilide, Pausania, Eschilo e Pindaro. Gli successe il fratello minore Trasibulo, uomo mediocre e governante pessimo, che fu travolto dallo sdegno popolare.
Alla tirannide seguì un periodo di governo democratico. Fu sottomessa Agrigento, e travolte Trinacia, Leontini, Naxos, Reggio, Catana, Egesta e Camarina. Per abbattere Siracusa, queste città si allearono con Atene e ne chiesero l’aiuto; gli Ateniesi vennero, ma non ebbero mai il sopravvento: a Gela nel 424, fu stabilita la pace. Gli Ateniesi ritentarono l’impresa ma, dopo lungo assedio, furono sconfitti nella battaglia navale del 413.
Nel IV secolo Siracusa fu nuovamente dilaniata dalle lotte intestine. I Cartaginesi pensarono di profittarne per impadronirsi della Sicilia, ma furono respinti dai Siracusani, comandati dal valoroso capitano Dionisio. Poco dopo la vittoria, Dionisio fu proclamato tiranno. Dionisio fu uomo politico di primordine; fu valoroso e diresse memorabili battaglie; fu stratega e munì di potenti fortificazioni la sua città; fu uomo di lettere e si circondò di uomini dotti; ma fu anche sospettoso, crudele, vendicativo; fu sacrilego e osò schernire gli Dei. Morì a sessantatré anni, dopo trentotto di regno. Gli successe il figlio Dionisio II, che per i suoi costumi licenziosi fu cacciato da Siracusa. Vi ritornò dopo dieci anni, ma fu nuovamente esiliato (344). Il corinzio Timoleonte, detto il savio, ristabilì la pace in Siracusa, con un governo repubblicano. Poi il potere passò ad Agatocle, che fu abile in guerra, mecenate delle arti e grande uomo politico. Morì di veleno nel 288.
Pirro re dell'Epiro s’impossessò dopo poco della Sicilia e di Siracusa, ma riuscì a farsi odiare dal popolo e dové abbandonare vergognosamente l’isola. Dopo Pirro, Siracusa corse il rischio di cadere in balia del nemico, ma fu salvata dal valoroso Ierone, che vinse i Cartaginesi e i Mamertini. Dopo queste vittorie fu proclamato re di Siracusa col nome di Ierone II (275). Deciso di liberare la Sicilia da tutti gli stranieri, mosse guerra nuovamente ai Mamertini, i quali chiesero aiuti ai Romani, che avevano già cominciato a espandersi. Ben presto i Romani si resero padroni dell’Isola e Siracusa decadde dal suo secolare splendore, offuscata dalla nuova Potenza marinara e terrestre: Roma. Ierone II si alleò con i Romani nella guerra contro Cartagine ed ebbe perciò rispettati i suoi domini, sia pur limitati a una provincia. Ierone II visse sino al 220 e morì compianto, per le sue non poche virtù pubbliche e private. Lo seguì nel regno il figlio minorenne Ieronimo, che, mal consigliato, si alleò con i Cartaginesi contro i Romani; ma fu costretto ad abbandonare Siracusa e fu ucciso in una sommossa popolare. Seguì un governo repubblicano che parteggiò per Cartagine. Fu allora che Roma decise di conquistare Siracusa a tutti i costi, per non avere ostacoli nella lotta con la potente Cartagine. Il console Marcello si portò presso Siracusa e la cinse d’assedio (212). Il genio di Archimede ostacolò la Potenza romana, ma non poté salvare la patria dal tradimento. Con la vittoria di Marcello, Siracusa si ridusse a provincia di Roma. Per Siracusa era finito il periodo greco: cominciava quello della lunga decadenza.
Passarono i secoli del predominio romano. Con la caduta di Roma, Siracusa fu dominata dai Goti, conquistata da Belisario e annessa all'impero d'Oriente. Occupata dai Greci, la città continuò a decadere. Dominata a lungo dai Saraceni, essa fu saccheggiata e impoverita. Nel 1085 i Saraceni furono cacciati dai Normanni, che ristabilirono anche il Cristianesimo, in precedenza perseguitato e vilipeso. Crebbero in Siracusa le chiese e la città divenne importante sede vescovile, con il dominio di una delle tre valli in cui fu divisa la Sicilia; ma la popolazione si andò sempre più assottigliando. A poco a poco Siracusa si ridusse alla sola isola Ortigia.
La città ebbe a soffrire lotte intestine durante la dominazione degli Svevi, degli Angioini e degli Aragonesi, finché gli Spagnoli finirono di rovinarla, distruggendo gran parte dei preziosi monumenti greci e romani, per farne mura potenti e bastioni formidabili, a contrastare le mire francesi, inglesi, e austriache.
Nel 1647 appoggiò gli insorti palermitani, ma rimase fedele alla Spagna durante i moti messinesi dei 1675. Conquistata da Carlo III di Borbone nel 1735, si ribellò invano al dominio borbonico nel 1837, e prese parte ai moti del 1848; nel 1860 cacciò definitivamente i Borboni e fu annessa al Regno d'Italia. Nel Novecento, dopo la guerra italo-turca del 1911-12, Siracusa divenne il principale porto italiano per il commercio con la Libia. Durante la seconda guerra mondiale, la città fu bombardata dagli Anglo-Americani e, dopo lo sbarco alleato del luglio 1943, dai Tedeschi.
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