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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Latomie

Siracusa / Italia
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Le Latomie (dal greco litos=pietra e temnos=taglio) sono le grandi cave di pietra, che erano sfruttate dagli antichi Greci per estrarre il materiale necessario alla costruzione di templi, strade e strutture destinate alla difesa della città. Sono dodici in tutto e si snodano per circa 1,5 Km dal bordo della terrazza calcarea che domina la pianura di Ortigia da ovest verso est, partendo dal Teatro Greco sino al Convento dei Cappuccini.
In passato, le latomie erano adibite anche a prigioni: qui i condannati erano costretti a cavare la pietra tra gli stenti e le intemperie. La pietra, infatti, veniva estratta a cielo aperto, ricercando gli strati di roccia più compatta. Gli scavi creavano spesso immense grotte di sotto agli strati rocciosi della crosta superficiale. Questa veniva sorretta da enormi pilastri ricavati nella roccia stessa che evitavano il crollo. Vari terremoti però, hanno causato, nel corso dei secoli, il crollo di alcune delle volte e dei pilastri delle grotte.
Nelle latomie finirono i Cartaginesi catturati nel 480 a.C. ad Imera dal tiranno Gelone, e i settemila Ateniesi scampati al massacro dell'Asinaro del 413 a.C. con cui Siracusa umiliò Atene. Dalle latomie era impossibile evadere e lo stesso Cicerone le considerava un luogo sicuro dove poter rinchiudere i prigionieri più pericolosi. Nel corso dei secoli inoltre, le Latomie sono state utilizzate come abitazioni dei ceti più umili e furono sede di corporazioni funerarie, Rappresentavano infine un efficace apparato difensivo per la zona di Neapolis.
Adesso le cave si sono trasformate in splendidi giardini. Delle dodici latomie individuate, alcune sono state praticamente sepolte dalle costruzioni.
Fra quelle rimaste, le più note sono quella del Paradiso, ove si trova la famosa grotta denominata "Orecchio di Dioniso"; quella dell'Intagliatella; quella di Santa Venera, la più orientale del parco della Neapolis, vicina alla Necropoli Grotticelle, con le sue numerose tombe scavate nella roccia. In questa necropoli, il colombario più elevato, caratterizzato da colonne rupestri e da un timpano, viene comunemente, ma erroneamente, indicato come Tomba di Archimede. Fuori del complesso monumentale che costituisce il Parco Archeologico della Neapolis, seguono le latomie dette Broggi e del Casale, che sono ancora di proprietà privata. Chiude l'arco la latomia "più grandiosa e sorprendente" detta dei Cappuccini, caratterizzata da altissime pareti, quasi verticali. Fu qui che vennero rinchiusi i settemila prigionieri ateniesi catturati all'Asinaro. Rinchiusi per otto mesi, perirono tutti, tranne alcuni che ebbero la fortuna di essere venduti come schiavi e pochi altri che, narra la leggenda, seppero citare a memoria i versi di Euripide.
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