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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Fonte Aretusa

Siracusa / Italia
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La Fonte Aretusa è una sorgente di acqua dolce che sgorga da una grotta presso il mare, nella parte sud-occidentale dell’isola di Ortigia. Simbolo della città sin dai tempi della fondazione greca (734 a.C.), la fonte è cantata da molti poeti, affascinati dalla leggenda di Aretusa e dal luogo incantevole. Secondo la mitologia, la ninfa Aretusa – fedele ancella di Artemide – fu scorta dal dio fluviale Alfeo, che se ne invaghì e tentò di sedurla contro la sua volontà. Per salvarsi da Alfeo, Aretusa fuggì in Sicilia, dove Artemide la tramutò in fonte. Zeus, commosso, mutò Alfeo in un fiume della Grecia (presso Olimpia), permettendogli così di raggiungere Aretusa, scorrendo sottoterra. Ancora oggi sul lungomare Alfeo a Ortigia, nei pressi della celebre fonte, sgorga una sorgente detta "l'Occhio della Zillica", che la fantasia popolare identifica nell'innamorato Alfeo. Da allora, narrano i poeti greci, quando a Olimpia si sacrificavano degli animali lungo il fiume Alfeo, la Fonte Aretusa si tingeva di rosso.
Così Virgilio ricorda la Fonte Aretusa nell'Eneide (libro III-1095):
“Giace della Sicania al golfo avanti
un’isoletta che a Plemmirio ondoso
è posta incontro, e dagli antichi è detta
per nome Ortigia. A quest’isola è fama,
che per vie sotto il mare il greco Alfeo
vien, da Doride intatto, infin d’Arcadia
per bocca d’Aretusa a mescolarsi
con l’onde di Sicilia. …”.
Più prosaicamente, la fonte è uno dei tanti sfoghi della falda freatica iblea nel siracusano, la stessa falda che alimenta il fiume Ciane sul lato opposto del Porto Grande. Solo dopo i lavori di metà Ottocento, la fonte assunse l'aspetto che ha oggi, ricca di papiri, anatre e pesci, circondata da alte mura sormontate da piccole ringhiere.
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