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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Anfiteatro Romano

Siracusa / Italia
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L’Anfiteatro di Siracusa è fra i maggiori edifici romani esistenti in Italia. Pur essendo inferiore al Colosseo, supera, per dimensioni, le arene di Verona, Otripoli e Pozzuoli. Storicamente datata al III-IV secolo, la costruzione risale probabilmente alla fine del I secolo d.C., quando a Siracusa s’insediò la colonia augustea. Per sua natura, essa era destinata a ospitare spettacoli cruenti.
In gran parte scavata nella roccia del Temenite, la struttura sorge nella zona monumentale – presso il Teatro Greco e l’Ara di Ierone II – ed ha forma ellittica, con i due diametri esterni di m. 140 x 119 e quelli interni di m. 70 x 40. Le spoliazioni spagnole del Cinquecento hanno completamente distrutto la parte in alzato.
L'anfiteatro rimase interrato per molti secoli e fu riportato alla luce nel 1839, dal duca di Serradifalco. Si notano ancora i due ingressi che immettevano nell'arena: il principale, a Nord, era collegato con un ampio piazzale destinato ad accogliere i cocchi degli spettatori, mentre quello secondario, a Sud, è oggi usato per la visita al monumento. Nel giardino che precede, sono stati sistemati alcuni imponenti sarcofagi, provenienti dalle necropoli cittadine e di Megara Iblea.
L'arena era cinta da un alto podio, all'interno del quale vi era un corridoio per l'uscita dei gladiatori e delle belve. Altri due ambulacri correvano a livelli più alti e delle scale servivano agli spettatori per raggiungere l'ordine del posto. Le gradinate erano ricoperte in origine da lastre di pietra messe in opera sui gradini, onde prevenire il deterioramento della roccia su cui erano scavati. Sopra il prospetto del corridoio che cingeva l'arena, vi sono ancora blocchi di marmo, che portano inciso il nome dei proprietari dei posti.
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