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Mercoledì 30 Luglio 2014, San Pietro Crisologo
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La Lupa

Siena / Italia
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Narra una leggenda che Siena fu fondata da Senio ed Aschio, figli di Remo. Questi fuggirono da Roma, dopo aver trafugato la statua della lupa nel tempio di Apollo: Senio cavalcava un cavallo bianco, mentre Aschio ne cavalcava uno nero. I due fratelli vennero a stabilirsi sulle colline toscane, e qui fondarono la città che prese il nome da Senio. La leggenda risale al XIII secolo e si è arricchita nei due secoli seguenti, specialmente ad opera di Agostino Patrizi, che - in epoca rinascimentale - fu vescovo di Pienza e Montalcini. Come tutte le leggende analoghe, essa tende a glorificare la città e a fornire una sorta di spiegazione mitica sull'origine della stessa, del suo nome e dei suoi simboli tradizionali: la cosiddetta “Balzana” (scudo emblematico, metà bianco e metà nero) e la lupa romana che allatta due gemelli, e che appare in molti angoli della città. Tutto quadra, se si crede alla leggenda …
In realtà, i rapporti tra Siena e Roma furono intensi, ma un po’ diversi. La storia, non la leggenda, dice che le fortune di Siena e delle sue terre ebbero inizio con la via Francigena, il fascio di tracciati che dal Nord, dall'Europa portavano a Roma, alla città dei martiri e del principe degli apostoli. Da Siena proviene quella Caterina, che alzò la voce e tanto scrisse - perché la sede del papato di Avignone fosse riportata a Roma (come avverrà nel 1376) e perché fossero scongiurati scismi nella Chiesa - fino a morire di sfinimento. Sotto il profilo dell’arte poi, Roma fu per Siena obiettivo e punto di riferimento, fonte di ambizioni e ispirazioni per committenti, grandi famiglie, ricchi banchieri fattisi romani, collezionisti, eruditi, artisti, giù giù fino al Cinquecento e al Seicento, quando tutte le scuole artistiche guardavano appunto alla Città Eterna.
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