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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Fontebranda

Siena / Italia
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L’imperatore Carlo V, in occasione di una visita alla città, dichiarò che Siena sotterranea è più bella di quella che sta alla luce del sole. Senza dubbio, si riferiva all’antico acquedotto medioevale, che si estende per quasi 25 chilometri di gallerie tutte praticabili, e che tuttora rifornisce le varie fonti, collocate nei punti strategici del centro storico. Gli splendidi cunicoli sotterranei, chiamati “bottini” per la loro particolare forma a botte, sono i resti di antiche condotte destinate alle fonti pubbliche.
Fonte Branda è forse la più famosa e sicuramente tra le più antiche fonti senesi. Situata nella via omonima, a ridosso della Rupe di San Domenico (o Colle del Costone), essa è stata per secoli la fonte che permetteva l’approvvigionamento idrico di gran parte della città. Ha un suo fascino particolare ed una fama che ha oltrepassato i confini senesi. Documentata fin dal 1081 ed ampliata dal Bellamino nel XII secolo, fu ristrutturata nelle attuali forme gotiche da Giovanni di Stefano verso la metà del Trecento. Interamente costruita con mattoni, ornata di merli, sormontata da timpani e da quattro doccioni leonini che racchiudono lo stemma di Siena, caratterizzata da tre poderosi archi a sesto acuto che formano la sua struttura, Fonte Branda somiglia più ad una piccola fortezza che ad una fonte tradizionale. Forse a causa dell’iscrizione che vi appare, si ritiene che questa fonte sia quella citata da Dante nel canto XXX dell’Inferno, ma studi recenti provano che il sommo poeta si riferisce ad un'altra fonte - omonima - che si trova presso il Castello di Romena, in provincia di Arezzo.
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