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Chiesa di San Giorgio

Siena / Italia
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La chiesa attuale è stata ricostruita nel 1741, ma sorge su un precedente edificio del XIII secolo a sua volta frutto di ristrutturazioni di una primitiva chiesa della fine dell’XI. E' intitolata al santo guerriero che, a Siena come in altre città, era patrono della cavalleria. Dell'impianto romanico resta solo il campanile, nel quale si aprono 38 finestre, numero corrispondente, secondo una tradizione popolare, alle compagnie militari cittadine che presero parte alla battaglia di Montaperti (1260). San Giorgio cessò di essere parrocchia nel 1585: i locali furono allora utilizzati per ospitare la congregazione di sacerdoti secolari del Sacro Chiodo, associazione religiosa fondata da Matteo Guerra (morto nel 1601). Il Guerra era zelatore del culto del Sacro Chiodo di Cristo, reliquia venerata allo Spedale di Santa Maria della Scala. La congregazione svolgeva attività benefica a favore dei poveri e degli ammalati. Sciolta la congregazione nel 1666, la chiesa di San Giorgio venne ceduta all'arcivescovo per ospitarvi il Seminario diocesano. Il Seminario rimase in questa sede dal 1716 al 1856, quando fu trasferito in San Francesco.
L'impianto della chiesa fu stravolto nel primo Settecento, per decisione dell'arcivescovo di Siena Alessandro Zondadari. Completamente ricostruito, tranne il campanile, l'edificio fu riconsacrato nel 1731, ma la facciata di travertino, opera di Gian Pietro Cremona, fu completata nel 1738.
All'interno, sul primo altare a sinistra spicca il Gesù al Calvario, opera di Francesco Vanni; Sull'altar maggiore è invece collocato il San Giorgio di Sebastiano Conca. Nella chiesa sono poi conservati il San Carlo Borromeo di Vincenzo Meucci, il Cristo che cade sotto la croce di Raffaello Vanni, figlio di Francesco, e il Divino Pastore di Placido Costanzi.
Ai lati dell'altar maggiore si trovano le sepolture del cardinale Anton Felice Zondadari, e di suo fratello l'arcivescovo di Siena Alessandro Zondadari.
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