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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Teatro Chiabrera

Savona / Italia
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Il teatro viene inaugurato nell’ottobre 1853, con l’opera ”Attila” di Giuseppe Verdi. È una costruzione in stile neoclassico e fu a lungo il terzo teatro per importanza nel Regno Sardo. I disegni di questo edifico sono dell’architetto siciliano C. Falconieri, ma la direzione dei lavori passò poi all’architetto G. Cortese di Savona.
La facciata, a due ordini di colonne di stile dorico (le inferiori) e di stile ionico (le superiori), è decorata da quattro grandi statue. Quelle alla base rappresentano Alfieri e Goldoni e sono opera del genovese S. Varni; le due superiori, rappresentano Metastasio e Rossini, e sono del savonese A. Brilla. Quest’ultimo è autore anche dell’altorilievo in stucco marmorizzato che si trova nel timpano e che rappresenta il poeta arcadico savonese Gabriello Chiabrera nell’atto di offrire a Carlo Emanuele I di Savoia il suo poema “Amedeide”. Sulla sommità svetta la statua in bianco marmo di Apollo con la cetra, del savonese G. B. Frumento.
Principalmente teatro d’opera per tutta la seconda metà dell’Ottocento, con la gestione affidata a impresari in concorso con la sovvenzione comunale che prevedeva una stagione di prosa ad Autunno e una d’opera a Carnevale, per non meno di 60 recite complessive, ha visto rappresentate le maggiori opere del melodramma con la presenza di illustri cantanti da Mc Cormack a Giani, dalla Gruitz alla Caruzzi Bedogni, fino a Toti del Monte e Tito Schipa e al debutto assoluto della savonese Renata Scotto. Oltre alle rappresentazioni liriche si sono alternate le più importanti compagnie di prosa dell’Ottocento, dalla Lambertini alla Maieroni, dalla Papadopoli alla Santoni e, nel Novecento fino alla seconda guerra mondiale, da Salvini a Novelli, da Zacconi a Ruggeri, da Picasso a Ricci, da Moissi a Benassi.
L’intervento finanziario del Comune tende a diminuire progressivamente fino a interrompersi alla vigilia del primo conflitto mondiale. A esso si sostituiscono due benemerite associazioni cittadine, gli “Amici dell’Arte” e gli “Amici della Musica” che programmano stagioni di buon livello (tra l’altro, con la presenza di Gilberto Govi e Gino Cervi e, nel dopoguerra, di Eduardo De Filippo).
Nel 1954 inizia un lungo restauro che si conclude nel 1963 con la ripresa di una programmazione di prosa di qualità in collaborazione con l’Ente Teatrale Italiano. Dopo una lunga chiusura per tutti gli anni cinquanta, dal 1967 il Comune assume la gestione diretta che tuttora mantiene e che gli ha consentito di porsi come un qualificato interlocutore della prosa italiana.
L´ultimo restauro si è prolungato dall´aprile 2002 al 22 ottobre 2005, con il completo rifacimento degli impianti, degli arredi e dei decori. Fu restaurata anche la volta, interessata dal distacco dell´affresco verificatosi nell´ottobre del 1999.
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