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Storia di Savona

L'insediamento che prenderà il nome di Savona risale alla media età del bronzo. Antico centro dei Liguri Sabazi, la città fu alleata di Cartagine durante la Seconda guerra punica, contro Roma già alleata di Genova, come tramandato da Tito Livio. Dopo alterne vicende, Roma sottomise Savona, attorno al 180 a.C. e le diede il nome di Savo Oppidum Alpinum. In epoca romana Savona venne dalla fine del II secolo a.C. a soppiantare il ruolo di Genova come porto principale della Liguria.
Con la caduta dell'Impero romano dopo il V secolo, Savona fu devastata dai barbari (Eruli e Goti). Tornò libera sotto i Bizantini dopo le guerre gotiche ed ebbe una breve ripresa fino alla conquista longobarda del 641 e la distruzione da parte di Rotari (641). Savona risorse sotto il dominio dei Franchi; divenuta sede di contea, riprese i commerci sul mare. Dopo i franchi, la Liguria fu divisa attorno al X secolo in tre zone (Marche): l'arduinica, l'aleramica e l'obertenga. Successivamente sarà Genova ad affermarsi e via via a formare la futura Repubblica di Genova. Dopo aspre lotte con i pirati saraceni, durante le quali furono costruite una serie di torri di avvistamento, Savona si costituì in libero Comune nel 1191. Nell'XI secolo Savona, dapprima alleata con Genova, intraprese aspre lotte ma anche forti intrecci con essa, specie con la famiglia Campofregoso, che con alcuni suoi esponenti (Giano I ma soprattutto Tomaso) tentò di instaurarvi una signoria personale.
Il complesso quadro internazionale sarà una delle cause principali della decadenza del comune. Le lotte con Genova si concluderanno tragicamente per Savona nel 1528, con la definitiva conquista da parte di Andrea Doria e Antoniotto II Adorno. Ciò comporterà, oltre a numerose vittime, la distruzione dell'antichissima acropoli con annessa la Cattedrale di Santa Maria di Castello e diversi edifici civili e religiosi, nonché la maggior parte delle torri patrizie. Il disastro economico si ha con l'interramento definitivo del porto (stimato essere, nel primo Trecento, fra i primi cinque del Mediterraneo per capacità ricettiva di grandi navi mercantili). Da questo momento Savona seguirà le sorti della Repubblica di Genova.
La città visse la sua età di massimo fulgore economico tra la fine del XIII e la metà del XIV secolo ma oggi è ricordata anche per vedersi attribuito il nome di Città dei Papi. Una delle famiglie più blasonate della città, i Della Rovere, vide eletti al soglio due suoi esponenti: Francesco, che assumerà il nome di Papa Sisto IV, e suo nipote Giuliano, papa con il nome di Giulio II. Approfittando della parentela con i Della Rovere, anche i Riario ottennero cospicui posti di potere, com’è il caso di Girolamo Riario, che diventò signore di Imola e di Forlì. Sisto IV fu il promotore della Cappella Sistina di Roma (una seconda Cappella Sistina, mausoleo dei genitori del papa, si trova nella stessa Savona), mentre Giulio II fu il mecenate di Michelangelo e Raffaello. Per oltre due secoli Savona fu sede di zecca, con l'emissione di oltre cinquanta tipi di monete.
I contrasti tra il re Sole, Luigi XIV, e Genova, trascinano anche Savona, che ormai è considerata dai genovesi, come un baluardo a difesa della loro città. Nel 1746 è occupata dal re di Sardegna ma le guerre Europee condizionano la vita delle due città e solo la pace di Aquisgrana (1748), rende a Genova i suoi territori e a Savona una rinnovata schiavitù. Nel Settecento la città riprese la sua attività marinara. Coi commerci fioriscono le arti, e Savona si arricchì di palazzi signorili, ville e chiese. La rivoluzione francese, sembra portare un vento nuovo, ma le operazioni militari contro l’Austria producono altre distruzioni e disagi. I francesi sono vittoriosi a Loano, e il 20 dicembre 1795 il generale Messena entra in Savona. L’11 aprile 1796, Napoleone, stabilisce il suo quartiere generale a Savona e pone fine all’egemonia di Genova. Savona, con l’annessione della Liguria alla Francia, viene a trovarsi il maggiore centro del dipartimento di Montenotte che si estenderà dal basso Piemonte a Ceva, sino a Imperia. A governarlo, sarà inviato un grande uomo di vaste capacità organizzative, il prefetto Gilbert Chabrol. Con lui, inizierà un’epoca di grandi realizzazioni e progettazioni di opere pubbliche e una grande ripresa della vita cittadina. È sotto la sua prefettura, che avviene l’imprigionamento del papa Pio VII, che aveva osato scomunicare l’imperatore. Napoleone lo farà arrestare, 6 luglio 1809, e trasferire a Savona, ritenuta sicura. Il 10 maggio 1815, Pio VII ritorna a Savona, grato verso la popolazione che gli aveva dimostrato tanto affetto, e per rendere omaggio alla Madonna al Santuario della Misericordia. Poco dopo il congresso di Vienna ridisegna la geografia politica Europea. La repubblica di Genova cessa di esistere e il suo territorio assegnato allo stato Sabaudo. Lo stato genovese viene nominato ducato e diviso in tre settori: Genova, Savona e La Spezia. I moti insurrezionali del 1821, vedono Santorre di Santarosa aiutato dai liberali savonesi. Nel 1830 il carcere del Priamar, "ospita" Giuseppe Mazzini, che durante la prigionia elabora il programma della Giovine Italia. Nella seconda metà dell’Ottocento si formarono molte industrie e la città prosperò in modo notevole.
La grande guerra pone fine a questo, le industrie si trasformano in industrie belliche, i giovani, in soldati da mandare al massacro. La fine della guerra e quindi l’inevitabile riconversione industriale, provocano molti disoccupati. Savona nel 1920 ha una rappresentanza comunale prevalentemente socialista e l’avvento del fascismo la trova all’opposizione: i principali rappresentanti, fra cui Filippo Turati e Sandro Pertini, sono costretti all’esilio. Il 2 gennaio 1927 Savona è nominata capoluogo di provincia.
La seconda guerra mondiale porta altri lutti, altre distruzioni; il 25 luglio cade il governo fascista, l’8 settembre è firmato l’armistizio ma Savona rimane sotto il giogo tedesco e il comandante del porto ordina l’auto affondamento di tutte le navi in porto. Sui monti si organizza la resistenza che agirà con operazioni di sabotaggio e di guerriglia, seguite da rastrellamenti e ritorsioni. Il 24 aprile 1945, i partigiani entrano in città,mentre i nazisti si ritirano verso il Piemonte. Intanto nelle fabbriche, nel porto, gli operai disinnescano le cariche esplosive che dovevano tutto distruggere. Prima dell’arrivo degli alleati, Savona è già libera e per questo le verrà conferita la medaglia d’oro al valore civile.
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