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Santuario di Nostra Signora della Misericordia

Savona / Italia
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Sorge sulla Piazza omonima della frazione Santuario, a 4 chilometri dal centro di Savona. La sua costruzione è iniziata nel 1536, nel luogo dove Maria apparve al contadino Antonio Botta il 18 marzo 1536. Il progetto della chiesa è dell’architetto Antonio Sormano, mentre la facciata manierista con tre portali è di Taddeo Carlone.
L’interno della basilica, con volta a crociera, è suddiviso da pilastri ottagonali in tre navate, che conducono al presbiterio sopraelevato, sotto il quale è collocata la piccola cripta (1616) rivestita di marmi colorati e di stucchi dorati sulla volta. La cupola ottagonale è priva di tamburo e sormontata da un alto tiburio. Sospesi alle volte delle navate sono tre tipici “ex voto” marinari, accurate riproduzioni di antiche imbarcazioni, tra cui, eccezionale, una galea genovese da guerra del Seicento, a ventiquattro paia di remi, simile a quella rappresentata nell’iconografia della battaglia di Lepanto.
All’interno si possono ammirare opere di notevole pregio, tra cui una Visitazione marmorea di G. L. Bernini, una statua in marmo della Madonna della Misericordia con Antonio Botta genuflesso, opera di Orsolino (1560), un crocifisso ligneo policromo di arte popolare del primo Quattrocento, oltre a dipinti e affreschi di notevole interesse (Bernardo Castello, Domenichino). Nella piazza antistante il Santuario si può ammirare una fontana realizzata da Giacomo Antonio Ponsonelli.
Nel Palazzetto del Duca di Tursi, adiacente al Santuario, è stato aperto nel 1959 il Museo del Santuario. Le collezioni si sono formate grazie a prestigiose donazioni, dal XV al XIX secolo, e a offerte votive provenienti dall’Italia e dall’estero. Vi si conservano preziosi paramenti in tessuto operati o ricamati, tra cui spiccano la pianeta del Duca di Urbino, tessili settecenteschi in stile Revel e Bizzarre, arredi liturgici e preziose argenterie, tra cui il reliquario della Croce di produzione romana seicentesca, il calice dell’orafo Vincenzo Belli, la corona aurea detta di Pio VII e il servizio pontificale in argento di Monsignor A.M. De Mari del XIX secolo. All’interno del Museo si possono anche ammirare alcune sculture lignee ed eburnee dei secoli XV e XVI, tra cui un Ecce Homo policromo, in cui si ravvisano contatti con l‘ambito di Giovanni da Nola e la Pietà di un autore tedesco della Bassa Renania. Grande interesse storico e sociale rivestono i voti dipinti su tela e supporto cartaceo di soggetto contadino e marinaro, uniti a tipici modellini di imbarcazioni in legno e in lamina d’argento.
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