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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Mura Medievali

Sassari / Italia
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Fino al XII secolo la città di Sassari era aperta: solo nel Duecento – per l’incremento demografico e la conseguente crescita urbana – si pensò di cingerla con delle mura. Caratterizzate da un’architettura modesta, le mura furono erette non tanto per proteggere la città dalle incursioni barbariche, ma soprattutto per difenderla dai vari potenti che se la contendevano, non ultimi i giudici di Torres e, più tardi, i feudatari del Logudoro. I lavori furono possibili grazie ad una tassa imposta ai cittadini: iniziarono verso la metà del XIII secolo, a cura dei Consoli pisani del Comune, e durarono circa cinquant’anni. La costruzione fu continuata dai Genovesi nel XIV secolo e le mura stesse furono modificate dagli Aragonesi e dagli Spagnoli.
La cinta muraria aveva forma pentagonale, si estendeva per quasi tre chilometri ed era munita di quattro porte: Gurusele, S. Flasiu, Capu de Villa ed Utzeri. (Nel Seicento, tra l'Arcivescovado e l'Università, fu aperta un’altra porta, che venne denominata Porta Nuova). Dopo la loro costruzione, le mura vennero intercalate da torri quadrate: Torre Doria, Artachia, Torre della Munizione ecc. Faceva eccezione, per la forma cilindrica, la Torre Durandola (o Turondola, detta ora Torre Tonda), costruita prima che la città passasse agli Aragonesi. Secondo alcune testimonianze, le torri innalzate furono trentasei.
L’abbattimento progressivo delle mura e delle torri, già fortemente segnate dal tempo e ormai non più funzionali da secoli, iniziò con il piano regolatore del 1837, che previde l'apertura di numerosi varchi. Nel 1844 fu demolito il tratto presso Porta Castello; nel 1853-56 fu abbattuta la Porta di Rosello; nel 1857 la Porta di Utzeri; nel 1863 si apri il portico del Carmelo. Nel 1866 fu demolita la Porta di Sant'Antonio, e nel 1874 quella di Porta Nuova. L’abbattimento si concluse a fine secolo, con la demolizione del Castello Aragonese.
Delle mura e delle torri oggi sopravvivono solo brevi tratti, visibili in Corso Trinità, nella Via Torre Tonda, e in Piazza Sant’Antonio, dove si può vedere l’unica torre provvista di merlatura. In particolare, lungo Corso Trinità sono ancora visibili brevi tratti dei camminamenti di ronda e tre stemmi che fissano altrettanti momenti della Storia di Sassari: una torre, stemma araldico della città medievale; una croce, ricordo della convenzione con Genova; un giglio, forse l’arma del podestà in carica.
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