Durante la persecuzione di Diocleziano, nel 304, Euplio andò davanti al palazzo del procuratore di Catania e gridò: “Sono un cristiano e sono pronto a morire per questo!”. Condotto al cospetto del governatore, rispose in modo arguto all’interrogatorio. Rifiutò di fare il nome di altri cristiani ed affermò di avere Gesù come unico maestro. Dopo tre mesi di prigionia, fu di nuovo interrogato e, poiché non rinnegava la propria fede, fu decapitato.