Marcellino era un presbitero molto conosciuto fra i cristiani di Roma, mentre Pietro era un esorcista. Nel 304, durante la persecuzione di Diocleziano, essi furono imprigionati, ma – anche in carcere – riuscirono a convertire molti compagni di sventura, e lo stesso carceriere. Furono quindi condannati a morte. Secondo San Damaso, il giudice sentenziò che Marcellino e Pietro fossero decapitati in un bosco – presso la via Labicana – perché di loro non rimanesse «memoria»: i due giovani dovettero preparare con le loro mani lo spazio per l'esecuzione.Le membra dei due martiri furono nascoste in una grotta, finché una matrona romana, Lucilla, diede loro definitiva sepoltura. Sul luogo, Costantino fece costruire una basilica, che fu il centro del culto popolare per i due santi e fu ricostruita dopo l’invasione dei Goti. Nel 1751 fu edificata la basilica dei SS. Marcellino e Pietro, all' incrocio della moderna via Labicana con via Merulana