Celestino diventò papa nel 422 e dedicò molte cure alla ricostruzione dell’Urbe, distrutta dai Goti di Alarico nel 410. Certamente non trascurò i problemi religiosi. In piena decadenza delle istituzioni e della civiltà romana, i cristiani sentivano il bisogno di avere precise norme di condotta. Celestino I dette una prima risposta con le sue Decretali, atti che furono l’embrione del diritto canonico; scrisse poi molte lettere ai vescovi dell'Illiria, delle Gallie, delle Puglie e della Calabria, soprattutto per chiarire dubbi dottrinali. Il papa fu in rapporti di corrispondenza e di amicizia con Sant'Agostino, del quale difese la dottrina. Nel 431 Celestino I indisse il Concilio di Efeso, che condannò l’eretico Nestorio e la sua dottrina e proclamò la divina maternità di Maria. Mori il 27 luglio 432 e fu sepolto nel cimitero di Priscilla, in una cappella affrescata con gli episodi del Concilio di Efeso. Alcune sue reliquie risultano a San Paolo fuori le mura e a Santo Stefano a Bologna. I cittadini di Mantova vantano di custodire le sue spoglie nella loro cattedrale.