Nato in Mauritania, Zeno (o Zenone) fu vescovo di Verona dal 362 al 380. Erano i tempi dell’Imperatore Giuliano, detto l’Apostata, e Zeno dovette affrontare il paganesimo non ancora sconfitto, I'arianesimo dei fotiniani e i disordini che periodicamente scoppiavano nella chiesa veronese. Il vescovo Zeno era eloquente, erudito, paterno, ma era anche pastore attento a che il suo gregge non fosse insidiato dal paganesimo o dall’eresia. La sua predicazione ed il suo esempio di vita furono decisive per la conversione di molti pagani. Di lui sono rimasti sedici sermoni (o trattati) lunghi e 77 brevi, che trattano i temi affrontati nella predicazione: la genuinità della dottrina trinitaria, la mariologia, I'iniziazione sacramentale, la liturgia pasquale, le virtù cristiane (tra le quali particolarmente l'umiltà, la povertà, la carità e la liberalità verso i poveri e i bisognosi). I Veronesi gli hanno dedicato un gioiello architettonico: la Chiesa abbaziale di San Zeno, detta anche San Zeno Maggiore.