Nato ad Arona nel 1538, era nipote di Papa Pio IV. Per le sue straordinarie doti umane e spirituali, fu nominato cardinale diacono a soli ventun anni e scelto dal pontefice come segretario di Stato. Rinunciò al titolo nobiliare (era conte) e - a ventiquattro anni - volle essere ordinato sacerdote e vescovo. Due anni dopo, alla morte di Pio IV, Carlo lasciò Roma: lo attendeva la sede episcopale di Milano, dove rimase fino alla morte. Il suo blasone portava una sola significativa parola: "Humilitas", e umile era il suo stile di vita. Fu definito il "padre dei poveri", costruì ospedali, ospizi, case di formazione per il clero. Fu una delle maggiori personalità del Concilio di Trento, di cui fece avanzare le riforme. Carlo riportò ordine e disciplina nel clero e nei religiosi, e per questo fu attorniato da profonde ostilità. Subì un attentato, ma perdonò l'attentatore. La sua carità non conosceva limiti e, durante la terribile peste del 1576, si prodigò in ogni modo, compromettendo definitivamente la salute. Morì il 3 novembre 1684 e fu canonizzato da Paolo V nel 1610.