Login / Registrazione
Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
follow us! @travelitalia

Storia di Rovigo

La storia di Rovigo è molto unita – e spesso si confonde – con quella delle vicine città di Ferrara e Venezia. Le origini della zona sono segnate dai numerosi interramenti e alluvioni del Po e dell’Adige, che hanno modificato più volte l’intero assetto del territorio. Si stima, ad esempio, che nel periodo romano esistesse solo un terzo dell’attuale territorio abitato, e che la parte restante fosse ricoperta di paludi e di acque stagnanti. Vari reperti dimostrano che la zona era abitata già nella preistoria, prima dell’arrivo degli Etruschi e dei Galli. Certamente dominanti erano le popolazioni locali, quelle dei cosiddetti Euganei.
La dominazione di Roma fu lunga e lasciò molte tracce, ritrovate soprattutto nelle località di Adria, Borsea, Grignano, Sant'Apollinare, Arquà, Gavello, Badia, Lendinara, Fiesso, Villadose, Mardimago, Lusia. La zona fu devastata dalle orde barbariche di Alarico, di Radagaiso e degli Unni, ma anche la natura fu matrigna. Nel 585, in località Cucca, vi fu una tremenda rotta dell’Adige, che provocò ingenti danni e distruzioni. In generale, si può affermare che, in Polesine, il Medioevo si annunciava con giorni tristi.
Il primo documento storico che menziona la città è del 24 aprile 838. Rovigo è definita in latino villa quae nuncupatur Rodigo, ossia "borgo rurale detto Rodigo". Il borgo rurale cominciò probabilmente a svilupparsi in un villaggio più articolato, all'inizio del X secolo; nel 920, infatti, il vescovo di Adria Paolo Cattaneo chiede e ottiene da papa Giovanni X il permesso di costruire una fortificazione per trasferirvi temporaneamente la sede vescovile al riparo dalle scorrerie degli Ungari. Questa prima fortificazione è completata nel 954. Dopo la vittoria su Astolfo, il papa ebbe Adria e GaveIlo. Verso la metà del IX secolo, i predoni saraceni cominciarono a risalire le foci del Po, e gli abitanti del rodigino si allearono con i Veneti. Il vescovato d'Adria assunse potere temporale ed esercitò ampi diritti.
Nel 1221 Federico II assegnò ad Azzo Novello d'Azzolino – marchese d’Este e d'Ancona – la contea di Rovigo ed anche Adria e Ariano. Nel 1310 il Polesine fu governato in nome della Signoria di Padova e delle famiglie dei Carraresi, mentre gli Estensi, occupati in guerre intestine e con Venezia, perdettero il dominio di queste terre. Gli Estensi ricuperarono poi il dominio sul Polesine; per poco tempo, nel 1391, il padovano Francesco Novello di Carrara dominò queste terre devastate da sanguinose vicende. Il 3 aprile 1395 Rovigo fu data in pegno, dal marchese Nicolò III, ai Veneziani per 50.000 ducati, ma già nel 1438 il Polesine era restituito al precitato marchese. Anno fatale fu il 1458. S'ignora la causa delle rotte di Castagnaro e Malopera. Si pensa che il Piccinino e il Gonzaga, in guerra con Venezia, per far passare la flottiglia da Ostiglia alle paludi del Tartaro in Adige, abbiano tagliato in due punti l'Adige. Allagato tutto il tratto dal Po all'argine della Campagna, le acque scesero verso il mare, allagando Adria e formando nuove paludi e stagni.
Nel 1452 il Polesine di Rovigo assunse il titolo di contea ed ebbe stemma proprio, concesso dall’imperatore Federico III al duca Borso d'Este. Nel 1481 ebbe inizio la guerra tra Ferrara e la repubblica di Venezia. Con l'anno 1482 comincia lo stabile dominio della Repubblica, tranne una breve interruzione durante la lega di Cambrai nel 1509 e nel 1513. La dominazione veneta durò tre secoli e cessò nel maggio 1797. Questa non abbracciava tutta l'attuale provincia, giacché i distretti traspadani di Crespino, Villanova Marchesana, Papozze, Ariano, Corbola restavano ferraresi e poi divennero papalini. I territori di Massa, e Occhiobello e altre terre minori, con linea capricciosa, furono ferraresi e poi papalini sino alla caduta della Serenissima, nel 1797.
Con il trattato di Campoformio, Rovigo fu ceduta all'Austria. Col trattato di Presburgo (1806), dovuto alla splendida vittoria di Napoleone sui Russi e sugli Austriaci, tutto il Veneto fu unito al Regno d'Italia, e Rovigo fu compresa nel dipartimento del Basso Po, che durò sino al 1814. Nel 1809, durante la guerra franco-italo-austriaca, i briganti invasero Adria e Rovigo. Avvennero incendi e massacri. A Rovigo, il sacerdote Benedetto Carnacina incitò i cittadini alla difesa e, con l'aiuto di pochi animosi, affrontò i riottosi contadini. Ben presto si rividero i Francesi, che rimasero a Rovigo fino al novembre del 1813. Col trattato di Vienna (1815) parte del ferrarese fu unita alla provincia di Rovigo. Nel 1815 fu costituita la provincia, restando però Cavarzere, Loreo e Ariano in quel di Venezia sino al 1851.
I carbonari nel 1819 ebbero molti sostenitori in questa provincia. Fratta Polesine si distinse; alcuni patrioti andarono a espiare il loro amor di patria nelle dure prigioni dello Spielberg. Fino al 1848 la quiete pubblica nel rodigino fu mantenuta; ma il sentimento nazionale non era spento. Nel marzo, nell'aprile e nel maggio regnò grande entusiasmo patriottico, ma questo si spense a giugno, con il rientro degli Austriaci.
Il 10 luglio 1866, le truppe italiane entravano in città fra la generale esultanza, e Rovigo fu unita per sempre all’Italia. Prima di partire gli Austriaci distrussero le fortificazioni che avevano eretto nei dintorni per assicurarsi il possesso della città. Altra giornata memorabile per Rovigo fu il 25 febbraio 1867, quando Garibaldi, dalla balconata di Palazzo Angeli, arringò il popolo e sollevò grande entusiasmo.
Dopo l’unificazione, Rovigo attese alla sua rinascita, col fervore delle opere che dovevano condurla alla presente prosperità. La natura però stava ancora in agguato. Il 23 settembre 1882 l’Adige ruppe gli argini e le province di Verona e di Rovigo subirono danni ingentissimi. Il 14 novembre 1951 è la volta del Po: il Polesine viene travolto dall’alluvione, che distrugge strade, colture, abitazioni; migliaia gli sfollati.
Negli anni successivi, Rovigo ha avuto un notevole sviluppo, sia come tradizionale centro di produzione agricola, sia come centro industriale. La città si è molto ingrandita, espandendosi soprattutto verso nord e verso sud, dove sorge la zona industriale.
Condividi "Storia di Rovigo" su facebook o altri social media!