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Sabato 1 Novembre 2014, Tutti i santi
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Rovigo

Capoluogo del Polesine, e capoluogo di provincia con circa 52.000 abitanti, Rovigo si adagia tra due fiumi – l’Adige e il Po – e si presenta come una tipica città veneta, a pianta pentagonale, costellata da antiche torri e imponenti campanili. La zona ha un passato romano, ed è rimasta quasi immune dalle invasioni barbariche, grazie alla naturale protezione delle paludi che la circondavano. Rovigo però ha origini sostanzialmente altomedievali, ed è inserita nella magica atmosfera del delta del Po. La Storia di Rovigo, il suo sviluppo e il suo territorio sono stati plasmati e condizionati dalla terra e dalle acque, ma anche dalla vicinanza di città potenti – soprattutto Ferrara e Venezia – che la dominarono per secoli e vi lasciarono segni profondi, non solo in architettura.
Rovigo coinvolge, “intriga” il visitatore con la raffinata eleganza rinascimentale e neoclassica della sua piazza, dei suoi palazzi e delle sue chiese. Chi entra a Rovigo è sicuramente affascinato dalle piazze e dagli angoli nascosti che la caratterizzano. La piazza principale, intitolata a Vittorio Emanuele II, è circondata da edifici che proprio per una certa disarmonia architettonica, testimoniano le diverse influenze che la città ha vissuto.
Tra i vari palazzi che vi si affacciano, sono sicuramente da citare: la Loggia dei Nodari, dove ha sede l’amministrazione comunale, e si trovano Palazzo Roverella e Palazzo Roncale. A fianco del municipio si trova l’Accademia dei Concordi, sorta nel 1580, che vanta una Pinacoteca fra le più ricche del Veneto, trasferita da poco a Palazzo Roverella. Si trovano qui custodite opere di Nicolò di Pietro, Bellini, Palma il Vecchio, Luca Giordano, Piazzetta e Tiepolo. Attigua a piazza Vittorio Emanuele II si trova piazza Garibaldi, dove si erge il monumento in bronzo dedicato all’Eroe dei Due Mondi, opera ottocentesca di Ettore Ferrari. Affacciato sulla piazza, troviamo il Teatro Sociale, inaugurato il 1° marzo 1819 dall’imperatore d’Austria Francesco I, che ospita la tradizionale stagione lirica. La più antica costruzione è il Castello medioevale voluto dal vescovo Paolo di Adria nel 954 e attorno al quale si sviluppò la città di Rovigo. Inizialmente rudimentale fortificazione diventò, dopo successive riedificazioni, un possente Castello con mura, torri e porte. Delle sei porte oggi ne rimangono solo due. Da segnalare anche il Tempio della Beata Vergine del Soccorso detto “La Rotonda”, a pianta ottagonale. Nonostante i suoi monumenti e le sue bellezze, Rovigo non è una città appariscente. Come notava Zbigniew Herbert – il poeta polacco del Novecento, di cui abbiamo citato alcuni versi – Rovigo è una città senza particolari segni distintivi, un “capolavoro di mediocrità”; una città schiva che bisogna “cercare”, che si riesce a scoprire poco per volta. Vissuta sotto la grande ombra politica di Ferrara e di Venezia, e quella intellettuale di Padova, Rovigo non ha vissuto il travaglio della nascita del Comune, non ha espresso una signoria propria, non ha dato i natali ad artisti illustri, non è stata insanguinata dalle lotte intestine fra Guelfi e Ghibellini. In generale, essa è rimasta nell’ombra della provincia, non ricercata dai grandi viaggiatori stranieri, non impreziosita dagli atenei; è rimasta un centro a "misura d’uomo", in cui si coltiva e si privilegia la qualità della vita, la schiettezza nel linguaggio e nei rapporti, la semplicità dei sentimenti, l’amore per la terra e il piacere di stare insieme.
Vivere a Rovigo – anche per pochi giorni – significa immergersi in una dimensione “umana”, vivace e al tempo stesso tranquilla, ovattata dalle nebbie del delta, ritmata dal lento procedere dei due fiumi che vi scorrono accanto, caratterizzata – in positivo – dalla piacevole atmosfera delle cittadine di provincia, piccole oasi in cui ancora si può trovare la serenità e la gioia del vivere quotidiano.
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