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Palazzo, Biblioteca e Accademia dei Concordi

Rovigo / Italia
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Il neoclassico Palazzo dell’Accademia dei Concordi sorge sulla Piazza Vittorio Emanuele II. Ultimato nel 1814, è una delle massime opere dell’architetto rodigino Sante Baseggio.
Un magnifico scalone conduce a un'ampia sala illuminata da tre finestroni. All’inizio dello scalone è il monumento eretto a Venezia nel 1701 al doge Silvestro Valier, donato nel 1843 dai fratelli Ottaviano e Alessandro Valier. Nel pianerottolo si trova un medaglione col ritratto del conte Niccolò Casilini, donatore di molti quadri, eseguito da A. Gradenigo, con un'inscrizione latina. Presso la finestra è posto il monumento eretto alla memoria di Giovanni Miani, scolpito nel 1877 da G. Soranzo. Salito lo scalone, presso la sala delle letture accademiche, sopra una colonna di marmo è il busto di Garibaldi, scolpito da P. Carletti nel 1884. A destra, presso la porta della Pinacoteca, fu posta nel 1893 una colonna col busto di G. H. Tenani, scolpita da A. Rivalta. In un salone del piano superiore vi è un busto, con colonne, del conte Domenico Angeli, opera di C. Torrigiani. Infine, nella stanza del bibliotecario è posta una grande inscrizione latina in memoria dei fratelli conti Pietro e Girolamo Silvestri, per aver donato la loro biblioteca da essi posseduta.
Il Palazzo è fra i più conosciuti di Rovigo perché sede dell’Accademia dei Concordi, ma soprattutto perché sede di una prestigiosa Pinacoteca (recentemente trasferita a Palazzo Roverella) e di una ricchissima biblioteca. Alla Pinacoteca si accenna nella scheda relativa ai “musei”. Per quanto riguarda la biblioteca, notiamo che essa possiede oltre 70.000 fra volumi, opuscoli e incunaboli, alcuni dei quali sono pezzi unici, molti sono pezzi rari.
A titolo di esempio, ricordiamo: la Confutazione del Cristianesimo, del rabbino Giuseppe Albo, in ebraico (membranaceo del secolo XV) e, fra gli incunaboli, la rarissima edizione di Vindolino da Spira, fatta a Venezia nel 1471, delle opere filosofiche di Cicerone.
L’Accademia sorse nel 1580, sotto l'influsso del Rinascimento. Dapprima ebbe carattere intimo poiché il fondatore, Gaspare Campo, accoglieva in sua casa gli amici, amanti e protettori delle lettere e delle arti; poi il ritrovo divenne pubblico fra i soci quando il figlio di Gaspare, Alessandro, continuò a riunire i dotti e gli artisti dell’Accademia nella casa avita. Dopo di lui l’Accademia ebbe lunghi periodi di crisi fino all'anno 1835. In quell'anno fu statuito che I'Accademia, che aveva ormai ordini propri e vantava numerosi soci, dovesse reggersi e mantenere le passate gloriose tradizioni scientifiche, artistiche e letterarie mediante un contributo annuo dei suoi membri. Nel 1814, l’Accademia trovò sistemazione in un palazzo proprio, quello attuale e continuò a essere il centro culturale di Rovigo e di tutto il Polesine.
Essa fu onorata da sommi scienziati e letterati, che furono proclamati suoi accademici: tra gli altri, il cardinale Mai, Arnaldo Fusinato, Jacopo Cabianca, Theodor Mommsen, Giosuè Carducci e, non ultimi, Attilio Hortis e Fedele Lampertico.
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