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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Storia di Roma

Narra la leggenda: Rea Silvia, figlia di Numitore, ebbe da Marte, dio della guerra, due gemelli che dovevano essere gettati nel Tevere. Ma colui che doveva sacrificarli non ebbe cuore di abbandonarli alla corrente, e li depose presso il Ficus Ruminalis, ai piedi del Germalus. L'Acqua del Tevere, ritirandosi poco a poco, lasciò tranquilli i due bambini; essi furono raccolti dal pastore Faustolo, che li portò alla moglie Acca Larenzia. Prima del rinvenimento di Faustolo, i gemelli ebbero il latte da una Lupa accorsa ai loro vagiti. Acca Larenzia li allevò, e pose loro i nomi di Romolo e Remo.

Fatti adulti, essi tracciarono col vomere sacro, cui aggiogarono secondo il rito etrusco un bue e una giovenca, il solco quadrato che doveva designare il circuito delle mura. Ma vennero a lite, poiché ognuno avrebbe voluto dare il nome alla Città e reggerne le sorti; e nella contesa Romolo uccise il fratello. La nuova città, fatta di povere e improvvisate capanne, fu fondata il 21 aprile dell'anno 753 a.C.: e si chiamò Roma.

Fin qui la leggenda, ma è assai probabile che la città sia stata invece costruita da popolazioni del Lazio, come fortezza di confine contro gli Etruschi, e come porto commerciale essendo, tramite il Tevere, collegata col Mediterraneo. Diversi re succedono a Romolo. La città, che sul Palatino fu detta Roma Quadrata, andò sempre più allargandosi nella cinta dei Sette Colli: Capitolino, Palatino, Viminale, Esquilino, Celio, Aventino e Quirinale Roma, sorta in situazione privilegiata sul fiume e vicina alla costa, domina la via commerciale dall'Etruria alla Campania.

Nella età repubblicana, Roma è teatro di continue guerre interne ed esterne; le prime tra i nobili e il popolo, le altre con gli Etruschi e, quindi con gli Equi, i Volsci e gli Ernici. Dopo l'invasione dei Galli, nel 390 a.C., Roma lotta ancora coi Latini e coi Sanniti, più tardi coi Cartaginesi, fino a quando, con la vittoria di Scipione su Cartagine, Roma diviene padrona del Mediterraneo occidentale. Con l'accrescersi della sua Potenza, Roma si va trasformando da repubblicana in imperiale e Giulio Cesare, con il suo prestigio, ne favorisce il trapasso. Ma sarà il nipote Ottaviano che, dopo l'uccisione di Cesare nel 44 a.C., riuscirà a realizzare l'impero. Salito al trono imperiale col nome di Augusto nel 23 a.C. l'imperatore dà grande incremento all'edilizia e all'arte e contribuisce alla formazione di quelle meravigliose opere marmoree, delle quali gli autori del tempo scrissero con tanto entusiasmo e ammirazione. Fu sotto il regno di Augusto che, nell'anno 753 dalla fondazione di Roma, nacque Gesù nella provincia romana della Palestina. Roma si abbelliva intanto di archi trionfali, di teatri, di monumenti e palazzi.

Nel sec. Il d.C. la città aveva raggiunto l'apice del suo splendore, ma ben presto i barbari giunsero ad assalire da ogni parte l'impero. Frattanto il Cristianesimo si divulgava irresistibilmente contro ii paganesimo, e nel 330 Costantino lo costituiva religione di Stato, trasferendo la capitale dell'Impero a Bisanzio, che prese il nome di Costantinopoli. Un colpo finale ebbe Roma dai Visigoti e dai Vandali, che incendiarono la città saccheggiandola, e lasciandola misera e deserta. Nello stesso sec. V si affermò una nuova grande Potenza, il Papato, che impedì la scomparsa di Roma e costituì la base della grandezza avvenire. I pontefici Leone il Grande (440-461) e San Gregorio ne furono i grandi iniziatori; essi fecero edificare chiese, conventi e palazzi, richiamando in vita la città agonizzante. Con questo riconoscimento dell'autorità pontificia inizia il Medioevo, e si sviluppa la Roma medioevale.

Dovunque sorgono fortezze, bastioni e grandi opere di fortificazione, e le torri di difesa e di offesa, delle quali restano ancora evidenti vestigia. Per le costruzioni vengono adoperati i materiali degli antichi monumenti abbandonati.

In breve Roma diviene meta di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, fin dal primo giubileo, promosso nell'anno 1300 da Bonifacio VIII; e mentre la Corte Pontificia restituisce alla Città l'antico splendore, i Papi divengono così potenti, da incoronare imperatori, re e feudatari. Quando nel 1305 Clemente V, di origine francese, trasferisce ad Avignone la sede del Papato, Roma è ancora una volta colpita, fino a che non appare il suo salvatore nella persona di Gregorio XI, il quale, riportando a Roma la sede del Papato si impadronisce della Città, che torna ad essere il centro di tutto il mondo culturale dell'epoca.

Sotto i grandi pontefici Nicolò V (1447-1455), Giulio II (1503-1513) e Leone X (1513-1521) fiorisce il Rinascimento. Ma nel 1527 l'esercito di Carlo V, con l'aiuto del conestabile di Borbone, distrugge ed incendia la città. Passata la nuova bufera, la Chiesa, trionfale nella lotta contro la Riforma, riesce a fare di Roma una città di incomparabile bellezza. Il Rinascimento e il susseguente periodo del Barocco imprimono a Roma la fastosa impronta che rende mirabile e suggestivo il volto della Città.

Dopo l'evento grandioso della rivoluzione francese e delle guerre napoleoniche, la nuova Repubblica Romana anima il sacrificio dei Garibaldini e dei patrioti, che si coronerà il 20 settembre 1870, con l'unione di Roma all'Italia.

La crisi tra il nuovo regno e il Papato si risolve poi nel 1929 con il Concordato voluto da Benito Mussolini tra Stato e Chiesa, che conferisce al Pontefice la sovranità sul simbolico Stato della Città del Vaticano.
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