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Domenica 21 Dicembre 2014, San Pietro Canisio
Manfred Heyde - CC by-sa
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Montecitorio

Roma / Italia
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Il nome deriva probabilmente dal luogo in cui sorge, il "monte accettorio", dove si radunavano a votare le centurie romane. L'attuale palazzo fu commissionato nel 1650 da Innocenzo X al Bernini, come futura dimora dei Ludovisi. Morto il papa nel 1655, i lavori furono interrotti per mancanza di fondi e ripresi solo trent'anni dopo, per volontà di Innocenzo XII: questi dapprima intendeva destinare il palazzo a ospizio per i poveri ma poi decise di installarvi la Curia apostolica (i tribunali pontifici). Il nuovo architetto - Carlo Fontana - concluse i lavori nel 1694, e modificò profondamente il progetto berniniano; conservò la caratteristica facciata convessa e vi aggiunse l'arioso campanile a vela.
Il triplice portale è sormontato da una vela con l'orologio, corredata di tre campane, la più grande delle quali scandiva l'orario di scuole ed uffici pubblici. Oltre che dei tribunali, il palazzo fu sede del Governatorato di Roma e della direzione di polizia, divenendo così il centro della vita amministrativa e giudiziaria del governo pontificio.
Dopo l'unità d'Italia, il trasferimento della capitale a Roma comportò la scelta di sedi adeguate per i massimi organi del Regno. Per la Camera dei deputati, la scelta cadde su Montecitorio. Il compito di edificare l'aula dell'Assemblea fu affidato a Paolo Comotto, che vi provvide in tempi molto rapidi (l'inaugurazione avvenne il 27 novembre 1871), costruendo nel grande cortile una sala semicircolare a gradinate su un'intelaiatura di ferro interamente ricoperta di legno. Per quanto inizialmente lodata, la nuova aula si dimostrò tuttavia presto inadeguata, dotata di una pessima acustica, caldissima d'estate e freddissima d'inverno.
Nel 1919 iniziarono i lavori di ampliamento: l’architetto Basile conservò dell'antico palazzo berniniano solo la parte frontale, squadrò il cortile centrale, demolì le ali e la parte posteriore a forma triangolare. Sventrando le vie circostanti per far posto alla piazza del Parlamento, Basile inserì in questo spazio un grosso edificio di travertino e di mattoni rossi, di forma quadrata e con quattro torrioni medievaleggianti. Nel disegno degli interni, si ottenne un risultato complessivo in cui la solennità degli ambienti bene si sposa con l'ariosità delle decorazioni e dei dettagli. Ne danno testimonianza, oltre all'aula, i corridoi e i saloni monumentali, le aule di commissione, i pavimenti di marmo colorati, i soffitti, gli arredi che Basile curò nei dettagli, secondo il gusto dell'epoca. Il "transatlantico", il salone posto all'estremo dell'aula dove sostano i parlamentari negli intervalli delle sedute, deve il suo nome alla illuminazione a plafoniera, caratteristica delle navi transoceaniche.
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