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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Tempio Malatestiano

Rimini / Italia
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Autentico gioiello del Rinascimento italiano, Il Tempio Malatestiano è il Duomo, la chiesa cattedrale, la chiesa maggiore di Rimini. Esso sorge ove era, dal XIII secolo, la Chiesa di San Francesco decorata con pitture oggi perdute. Di questa chiesa resta solo il Crocifisso ligneo di Giotto, unica opera dell’artista a Rimini, che risale ai primi del Trecento. Il Tempio fu concepito da Sigismondo Pandolfo Malatesta come un'arca - trionfo di magnificenza - per celebrare la memoria e le glorie della famiglia.
I lavori iniziarono 1447, con un progetto iniziale che prevedeva l’apertura di due cappelle, quale sepolcro di Sigismondo e di Isotta degli Atti, sua terza moglie. Poco dopo, Sigismondo decise di operare su tutta la chiesa antica e affidò il progetto a Leon Battista Alberti che provvide a recuperare l’edificio alla tradizione romana: l’intervento dell’Alberti si nota particolarmente nella facciata e nelle fiancate, che richiamano chiaramente due noti monumenti romani di Rimini: l’Arco di Augusto ed il Ponte di Tiberio . Si può ben affermare che l’Alberti intervenne a lavori già iniziati, con una soluzione geniale che salvò gli interni: cucire uno splendido abito di marmo intorno alla vecchia chiesa.
Il suo interno si ispira allo stesso ambizioso progetto artistico, con i bassorilievi e le decorazioni di Agostino di Duccio e di Matteo de' Pasti, l'ampio respiro delle alte arcate, le profonde cappelle laterali chiuse da belle balaustre marmoree, l'armonico equilibrio di ogni sua parte. Oltre al Crocifisso di Giotto, sono di particolare pregio: l'affresco di Le decorazioni si estendono a varie tematiche: vi si esalta l’amore di Sigismondo per Isotta, vi si intravedono alcune teorie filosofiche, ma a risaltare soprattutto è la personalità di Sigismondo Malatesta. Questa è dominante nell’affresco di Piero della Francesca, che ritrae il Malatesta inginocchiato davanti a San Sigismondo, ma è dominante anche nel ritratto di Rimini che si trova nella Cappella dei Pianeti: il ritratto è infatti sovrastato dal Cancro, segno zodiacale di Sigismondo.
In occasione del Giubileo del 2000, il Tempio Malatestiano è stato ottimamente restaurato e completato, riacquistando l’antico splendore dei marmi e la vivacità dei colori delle cappelle interne.
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